lunedì 20 maggio 2013

Cannes 66: James Franco alla premiere di 'Borgman'

Cannes, 19 maggio -- James Franco partecipa alla premiere di 'Borgman', il film si Alex Varmerdam in gara per la Palma d'Oro che ieri ha sorpreso (e diviso) pubblico e critica. Ecco le immagini dal red carpet.



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domenica 19 maggio 2013

The Art Of Elysium: The Creative Coalition's Dinner a Cannes

Prime immagini dal Festival di Cannes. Sbarcato sulla Croisette nel pomeriggio, James Franco sta presenziando in questo momento alla cena benefica organizzata dall'associazione no-profit "The Art of Elysium". Con lui, Vince Jolivette e Ahna O'Reilly. Ecco le foto dell'arrivo sull'esclusivo yacht che ospita l'evento.



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James Franco graffitaro a Brooklyn

Come trascorrere gli ultimi momenti prima del grande debutto a Cannes con "As I Lay Dying"? Chi ieri è passato per caso lungo la Bedford Avenue and Grand Street di Williamsburg, Brooklyn, avrà notato un graffitaro d'eccezione. Era James Franco, che insieme ad Anna Kooris e Nina Ljeti ha dato vita ad un murales dedicato ai compagni del film "This is The End". Un lavoro simile è stato creato nei giorni scorsi anche a Los Angeles, nella celebre Melrose Avenue.

sabato 18 maggio 2013

Parte lo 'Spring Arts Festival' al Sherry Theater di Los Angeles

E' partito ieri sera e si concluderà domenica 19 maggio il primo Spring Arts Festival, al Sherry Theater di North Hollywood, fondato da Scott Haze, che ne è il direttore creativo insieme a Jim Parrack.

Ogni giorno, 24 ore su 24, si alternano spettacoli di ogni genere, dall'arte visiva e performativa, alla musica, al teatro e altre speciali iniziative. 


Haze e Parrack non potevano non coinvolgere James Franco, loro amico di sempre, che presenterà oggi, sabato 18 maggio, a mezzanotte, un ART WALK aperto a tutti fino alle 4 di domani pomeriggio. Si tratta di una serie di murales realizzati dallo stesso Franco e dall'illustratore Jeff Wack. L'artista Matt Smiley invece creerà pubblicamente un'installazione che darà un nuovo aspetto al Theater Center.

Sempre stasera avrà luogo il red carpet del 120 Hour Film Festival, in cui verranno presentate pellicole originali di giovani cineasti emergenti, che nell'ultima settimana hanno scritto, diretto e montato i loro lavori.

Domenica 19 sarà il KIDS DAY, dedicato a iniziative che coinvolgeranno i bambini e le loro famiglie: pitture di murales, proiezioni di film e giochi di gruppo.

Il Festival si concluderà, in serata, con un concerto live.

Lo Sherry Theatre di Haze è nato nel 2006 come sede di un'organizzazione no profit che aiuta giovani artisti ad esprimersi e dare visibilità al loro lavoro. Con la speranza che questo Festival avrà il successo meritato, noi di James Franco Italia auguriamo a tutti loro buona fortuna.

venerdì 17 maggio 2013

Gatsby: A Few Impression



di James Franco

La sfida di Baz Luhrmnan nell'adattare Il Grande Gatsby è simile a quella affrontata da Walter Salles con On The Road: restare fedeli al periodo rappresentato, mantenendo però la purezza del testo originale. Salles ha fatto un bel lavoro nel catturare l'atmosfera dell'America degli anni 50, ma si può discutere sul fatto che i suoi Dean e Sal avessero abbastanza fervore —abbastanza di quel desiderio di vivere, vivere, vivere. 

Si dice che un grande libro fa un brutto film, mentre un tascabile da quattro soldi come Il Padrino fa un grande film. Ma questa saggezza popolare deriva dall'idea che un libro è grande per com'è scritto e se viene adattato in una qualsiasi altra forma, perde la sua magia. Come quasi tutti i critici (cinematografici) hanno notato —e hanno ragione, col rischio di essere ripetitivi —quasi tutto ciò che fa Gatsby grande è la prosa. Permettiamo ai classici di durare così tanto nel tempo perché ci innamoriamo dei personaggi. Ma quando le vecchie storie rivivono nei film, il problema del passato e del presente dev'essere rettificato. E se mancano di qualcosa, non è per colpa degli attori o della regia, ma è il risultato del passare del tempo, del fatto che un particolare libro viene classificato nel contenitore con l'etichetta: "classico".

Nell’adattare Gatsby per il grande schermo, Baz Luhrman ha affrontato due questioni principali: "Cosa funzionerà?" E, come per Romeo e Giulietta prima, "Come faccio rivivere questo vecchio materiale attraverso un nuovo medium per un pubblico moderno?" In qualche modo Luhrman è ruscito a restare fedele sia al testo originale sia al suo pubblico contemporaneo. La musica jazz negli anni '20 era grezza, pericolosa, ma se Luhrman l'avesse usata oggi, il film sarebbe risultato un pezzo da museo —irrilevante sia per il grande pubblico, sia per quello più colto, perché sarebbe esattamente quello che si aspettano. Ci sono state obiezioni per quanto riguarda il 3D, ma francamente, è un non-problema. Funziona e né distrae né cambia l’atmosfera. E' una problema fine a se stesso. E' divertente da guardare.

I critici che hanno massacrato il film perché non è fedele al libro sono degli ipocriti. Queste persone si guadagnano da vivere facendo delle letture e critiche letterarie allo scopo di generare teorie che apparterrebbero a vari livelli di competenza, o semplicemente per sbarcare il lunario. Il film di Luhrman è la sua lettura e il suo adattamento del romanzo —la sua critica se volete. Qualcuno si permetterebbe mai di obiettare su una produzione dell'Amleto nello spazio? Non nella stessa misura in cui l'hanno fatto per l'adattamento di Luhrman a quanto pare. Forse perché Gatsby è legato ad un luogo  e ad un tempo specifici, mentre Shakespeare, secondo me, abbraccia idee, sentimenti, valori universali. Luhrman doveva dare vita all'aura effimera degli anni '20 ed è esattamente l'aspetto in cui è riuscito meglio.

mercoledì 15 maggio 2013

An evening with James Franco

Ecco il video integrale dell'incontro al Kepler's Book Store di Palo Alto.

Bukowski, Psycho e Dionysus: anteprime video dal portfolio di Bruce Thierry Cheung

Bruce Thierry Cheung è stato uno degli studenti della classe di James Franco alla NYU, la stessa che ha diretto il film collettivo Tar presentanto all'ultimo Festival di Roma. Cheung è anche diventato uno dei più fidati collaboratori di James, alle sue spalle, come direttore della fotografia, negli ultimi progetti in cui è stato coinvolto, su tutti il film Bukowski.

James Franco, stills from Pyscho (2013)

E' proprio grazie al suo portfolio video che possiamo dare un primo sguardo al biopic su Charles Bukowski, ma anche ai numerosi lavori che hanno impegnato James nell'ultimo periodo. Partiamo da Psycho. Non sappiamo ancora in che contesto verrà utilizzato il cortometraggio, ma vedere queste immagini che ricalcano la scena clou del capolavoro di Hitchcock, fa già un certo effetto. Veniamo poi a conoscenza di un nuovo cortometraggio per Gucci, intitolato Dionysus, che si aggiunge al già noto Joan of Arc. Oltre a Tar e il commercial per Stuart Weitzman, il video mostra le immagini del making of di Romeo and Juliet, per la nuova campagna 7 For All Mankind.


AGGIORNAMENTO: il video segnalato è stato reso privato dal suo autore (Bruce Thierry Cheung), probabilmente perchè conteneva immagini che per il momento non andavano diffuse. Provvederemo ad aggiornare il post se e quando sarà reso nuovamente pubblico.

For Ivan: un inedito James Franco sulla rivista 'So it Goes'

Se avete già sfogliato "A California Childhood" non vi sarà sfuggito il ritratto in bianco e nero di Ivan, accompagnato dalle parole "Ivan. My friend. He was bad. Jumped off a building after high school." A Ivan è anche dedicato l'inedito racconto non-fiction che verrà pubblicato sul primo numero della rivista So It Goes, in uscita il 30 maggio. Potete prenotarlo qui.


martedì 14 maggio 2013

L'incontro da Kepler's Book a Palo Alto

Si è tenuto ieri sera al Kepler's Book Store di Menlo Park a Palo Alto, l'incontro col pubblico per la presentazione di "A California Childhood". Come già annunciato, l'evento, sold out da giorni, è stato presentato dalla madre di James, Betsy Franco. La prima domanda ha riguardato la struttura del libro che si presenta come un "diario concettuale" fatto di fotografie, appunti, dipinti, poesie e racconti brevi. "Lo vedo come un caleidoscopio di lavori, ma con un'unica luce che gli illumina," ha risposto suo figlio. "E' un insieme di finzione e realtà, ma tutte le storie sono ispirate dallo stesso periodo della mia vita." 



Franco ha poi parlato dell'influenza di crescere in una casa con una madre scrittrice. "Ricordo che prendevi spunto da me e Tom, ancora prima che arrivasse Davey," ha detto riferendosi ai suoi due fratelli. "Sono sicuro che questo ha avuto una grande influenza su di me."
 
Ricordando i tempi in cui accompagnava i figli a scuola mentre la radio trasmetteva i Nirvana, Betsy ha chiesto a suo figlio se gli anni '80, senza le distrazioni di Internet e cellulari, hanno permesso agli adolescenti di usare di più la loro immaginazione. "Non credo che la tecnologia sia in assoluto un limite per l'immaginazione. Ci sono aspetti sia positivi che negativi in essa. Adesso le persone hanno gli strumenti per girare un film nel cortile di casa, quando prima si doveva andare a scuola di regia per mettere le mani su una telecamera."

"Hai qualche consiglio da dare agli aspiranti artisti?", ha chiesto infine Bestsy. "I maestri sono stati molto importanti per me," ha risposto James. "Se qualcuno continua ad ispirarti, ben venga. Per quanto si possa avere successo, questo è un mondo strano, e non sempre giusto. Se vuoi diventare un artista (di qualsiasi tipo), fallo, ma prenditi le tue responsabilità. Se vuoi essere un artista, tutela te stesso trovando un lavoro che non interferisca con il tuo modo di fare arte. Il modo in cui viene recepita è nelle tue mani."

fonte: inmenlo

James Franco su GQ di giugno

James Franco è l'uomo copertina del numero di giugno di GQ America. L'uscita, dedicata alla commedia "This Is The End", ce lo presenta divertito e senza peli sulla lingua, immortalato dal sempre irriverente Terry Richardson.


Su se stesso: "Il mio personaggio pubblico è solo parzialmente construito da me, quindi se le persone vogliono deriderlo, va bene. Sono il primo a farlo."

Sul film Your Highness: "Your Highness? Quel film fa schifo. C'è poco da girarci attorno."

Sul sequel di Strafumati: "Sebbene Strafumati 2 non sia stato girato per davvero, non so cosa ci trattenga dal farlo. Io lo farei, Danny [McBride] lo farebbe, Seth [Rogen] pure. Penso che Seth e Evan [Goldberg] abbiano solo bisogno di una spinta per muovere il culo."



Sulle commedie: "Come tutte le commedie, persino quelle non riuscite, [This Is The End] solleva domande importanti, se si ha voglia di esaminarlo."

Sulla sceneggiatura di This Is The End: "La prima volta che ho letto il copione, il personaggio di James Franco era —penso che il solo modo per descriverlo sia che era molto più coglione della versione poi finita nel film. Ero il ragazzo materialista. C'erano andati giù pesante con il lato Modello Gucci della mia vita."

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photo credit: GQ