sabato 7 dicembre 2013

Universalizing Art: 'The Disaster Artist' and 'The Room'



di James Franco

The Disaster Artist è un libro sui retroscena di un film del 2003 intitolato The Room, a cui è stato attribuito il glorioso status di film culto, ma che è, allo stesso tempo, considerato uno dei film peggiori di sempre; il regista/sceneggiatore/attore protagonista, Tom Wiseau è stato definito l'Orson Welles dei registi scarsi. Il libro è scritto da uno degli attori del film, Greg Sestero e dal giornalista Tom Bissel, che parlò di The Room in un articolo per Harper's nel 2011, e fornisce un resoconto dall'interno su com'è stato realizzato un film così strano e stranamente affascinante.

Il libro sembra una combinazione di due sceneggiature di Paul Thomas Anderson: Boogie Nights, per la centralità di un gruppo di outsider ottimisti che tentano la via dell'arte con un progetto che sfida ogni pretesa artistica e The Master, per la bizzarra relazione tra un mentore e un discepolo. Altri riferimenti che mi vengono in mente, cinematografici, perché è un libro sul cinema e sull'industria del cinema, sono Sunset Boulevard e il suo lodevole modo di usare Hollywood come veicolo per parlare del confine sfocato tra realtà e interpretazione e Il Talento di Mr. Ripley, film di Anthony Minghella (tratto dal libro di Patricia Highsmith), per come Tom Ripley si trasforma, o prova a farlo, allo scopo di infiltrarsi in una società dalla quale sarebbe altrimenti escluso. Poiché questo libro, The Disaster Movie, parla di un brutto film e poiché è facile prendere in giro Tommy Wiseau, lo si potrebbe interpretare come un resoconto di tutte le cose pazzesche successe sul set fatto semplicemente per riderci su. Invece il libro è sia un grande ritratto di giovani speranzosi che arrivano a Los Angeles per perseguire le loro ambizioni sia un ancora più grande esame di quello che vuol dire essere una persona creativa con un sogno e provare a realizzarlo un po' per guadagnare, un po' per essere parte di un gruppo sociale e un po' per fare arte. La struttura del romanzo, alternando il punto di vista nei capitoli, durante il percorso di lavorazione del film The Room e raccontando il rapporto tra Greg e Tommy al loro arrivo a Los Angeles, crea un'energia fluida che dà dinamismo all'intreccio narrativo e universalizza ciò di cui parla, facendo del resoconto molto di più di un semplice susseguirsi di eventi.

Tommy Wiseau è certamente un "personaggio", un misterioso uomo che si è fatto da sé, le cui origini e l'età sono sconosciute, il quale ha denaro a sufficienza per spendere sei milioni di dollari per fare e promuovere il suo film e comprare tutto ciò che serve per lavorarci. Per quanto ne sappiamo, potrebbe venire dalla Transylvania di Bram Stoker: senza età, muscoloso, dolce e spaventoso; è in parte vampiro, in parte sognatore a Hollywood; in parte gangster, in parte Ed Wood; ma completamente solo.

Una delle chiavi del libro è analizzare Tommy senza semplificare le sue ineffabili qualità, un po’ com'è ritratta Norma Desmond in Sunset Boulevard. Il personaggio di Tommy è sviluppato su sue principali livelli: in superficie è un pazzo che mette al mondo da solo un film perché sa che Hollywood non lo accetterebbe mai. A questo livello superficiale Tommy è strano perché ha tutta una serie di credenze, detti e modi di fare che contrastano i comportamenti sociali generalmente accettati. Tale personaggio eccentrico appare in quel modo quando la produzione ha inizio, perché, essendo l'autore e il regista del film, è il capo di un gruppo di persone a cui deve comunicare la sua visione del progetto. Normalmente, nella vita quotidiana, la gente può tranquillamente stargli lontano, ma quando è il capo di un progetto a cui si lavora negli spazi chiusi di un set cinematografico, i suoi collaboratori sono forzati ad un'intima vicinanza a lui e devono cercare un'interazione. Inoltre, fanno la sua conoscenza in modo ancora più profondo perché stanno lavorando alla sua sceneggiatura e seguendo le sue direzioni; sono tutti trascinati nello strano mondo di Tommy Wiseau. Ovviamente, molti della troupe lasciano il progetto perché sono a disagio in quella situazione, ma Greg Sestero, come il personaggio di William Holden in Sunset Boulevard, resta e segue Tommy dall'inizio alla fine.

Dal momento che gli autori di The Disaster Artist hanno scelto di alternare i punti di vista nel libro, esso tocca due dei principali aspetti dell'essere artista a Hollywood e in qualsiasi altro posto: tentare di "farcela" e portare la tua visione artistica ad una fruizione. Nel libro troviamo lo splendido racconto di come si prova a raggiungere quei due obiettivi a Los Angeles: i piccoli appartamenti, i provini, gli strani progetti che si accetta di fare solo per avere un lavoro. I capitoli più personali sui retroscena della pellicola aprono una porta su una versione estrema di come si gira un film, una versione in cui il protagonista è un sognatore senza esperienza che ovviamente ha bisogno di aiuto, ma si rifiuta di chiederlo perché gli sono state chiuse troppe porte in passato. E' un dittatore, forza tutti quanti a seguire la sua visione perché ha imparato che l'unico modo per arrivare da qualche parte è non dipendere da nessuno.

Ecco il livello più profondo dello studio sul personaggio di Tommy: è semplicemente un uomo solo che ha bisogno d'amore. Come moltissime persone con la testa per aria, Tommy vede il cinema non solo come un mezzo di espressione, ma come una strada verso l'essere accettato. E' il posto in cui i suoi prodotti incontreranno menti affini che impareranno ad amarlo attraverso il suo lavoro, non solo a causa del suo lavoro. Questa è la speranza della gran parte delle persone che fanno arte e questo libro trasforma la lotta a volte ridicola di Tommy in un paradigma per tutti quelli che desiderano essere creativi in un mondo in cui di solito è troppo difficile esserlo. 

Per talmente tanti versi, Tommy c'est moi.

© VICE, traduzione italiana Chiara Fasano

1 commento:

  1. Il finale alla MADAME BOVARY mi aveva emotivamente colpito quando lessi questa recensione, oggi ho un' idea più comica della storia.

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