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martedì 25 ottobre 2016

James Franco reinterpreta i Della Robbia



In occasione della mostra Glazed: The Legacy of The Della Robbia, dedicata alla famiglia Della Robbia, scultori fiorentini del primo Rinascimento e principali maestri della terracotta invetriata, Sotheby's ha invitato James Franco a girare un cortometraggio che reinterpretasse le loro opere più significative: dalla "Madonna" di Andrea della Robbia al "San Giovanni Battista nel deserto" di Giovanni della Robbia, passando per l'uomo racchiuso nella corona di limoni che riporta alle opere di Marco della Robbia. A proposito di questo lavoro James ha dichiarato:

"Per secoli la scultura ha avuto una valenza o decorativa o religiosa. I Della Robbia furono i primi ad unire questi due aspetti in una singola opera d'arte. Sono rimasto subito colpito dalla vivacità e dalla lucentezza dello smalto delle sculture in questa mostra, in particolare le forme umane congelate nel tempo come icone. Per simulare e modernizzare queste sculture, ho voluto creare icone viventi sottolineando il processo di smaltatura. Ho girato al rallentatore così lo spettatore può apprezzare il trascorrere del tempo e immaginare la sensazione tangibile del liquido che copre ogni scultura vivente."

sabato 15 ottobre 2016

James Franco espone nuove opere al The Three Clubs di Los Angeles



Questa sera, a partire dalle otto, James Franco si troverà nella galleria del The Three Clubs di Los Angeles per una esposizione collettiva che, oltre ad alcuni suoi nuovi lavori includerà opere di Scott Haze, Jeff Wack, Danny Minnick e Matt Smiley. L'evento chiuderà il 120 Hour Film Festival, manifestazione indipendente che da qualche anno anima il Rattlestick West di proprietà di dell'attore Scott Haze.

venerdì 22 luglio 2016

Stampe di James Franco in vendita su Treason Gallery

Sei stampe di James Franco sono disponibili presso lo shop online della Treason Gallery (qui). Le riproduzioni sono tratte da due serie di opere intitolate "Cowboys" e "Fat Animals". E' lo stesso James a presentarcele sul sito della galleria d'arte.



"COWBOYS"
L'ovest americano è pieno di miti. La maggior parte di questi miti sono unilaterali, filtrati dal punto di vista dei colonizzatori. Ma questi miti sono comunque radicati in noi, attraverso la scuola, attraverso i film e attraverso il gioco. Questi disegni infantili sono il punto in cui si incontrano miti e innocenza. L'innocenza di una tabula rasa che è piena di bugie, e l'innocenza dei nativi che sono stati decimati dalle malattie, dalla guerra e il razzismo.

"FAT ANIMALS"
Ci proiettiamo sul mondo, gli esseri umani vedono se stessi in ogni cosa. Gli animali grassi siamo noi. In questa epoca sedentaria dove passiamo metà della nostra vita nei mondi virtuali, e Trump è in grado di vincere una nomination grazie ad una campagna vuota e l'irriverenza, siamo tutti innaturali. Gli animali non sono destinati ad essere grassi, i loro ecosistemi dovrebbero tenerli nelle loro dimensioni naturali, lo stesso con gli esseri umani, ma molto tempo fa abbiamo sovvertito le leggi naturali della caccia e della raccolta e possiamo mangiare il maggior numero di zuccheri e sale come vogliamo in qualsiasi angolo di strada con un McDonalds. Ma abbiamo corrotto anche gli animali. Se non li stiamo spazzando via dal pianeta distruggendo il loro habitat, li stiamo utilizzando per i nostri bisogni. Anch'io sono un animale grasso.

Tutte le stampe sono firmate personalmente da James.

lunedì 14 dicembre 2015

BRO-MANCE: le foto della mostra di Tom e James Franco



Tom e James Franco hanno inaugurato ieri, alla Firehouse Collective di Berkeley, la loro mostra BRO-MANCE. Come precedentemente annunciato, l'esposizione includeva nuovi lavori dei due artisti più alcune opere già edite come, nel caso di James, i dipinti dedicati a Seth Rogen e i tappeti stampati esposti alla mostra berlinese "Gay Town" del 2013. Potete vedere alcune immagini della serata, organizzata da The Art of Elysium, dopo il salto.

sabato 12 dicembre 2015

Koo Koo: la nuova mostra di James Franco a Gstaad il 5 febbraio



C'è una nuova mostra all'orizzonte per James Franco. Lo show, intitolato "Koo Koo," aprirà il 5 febbraio a Gstaad, Svizzera presso la Siegfried Contemporary, e raccoglierà, secondo quanto riportato dal gallerista privato Andreas Siegfried, una serie di nuovi dipinti dedicati agli uccelli.

Non è la prima volta che Franco dipinge animali. Lo scorso inverno, Sigfried ha ospitato a Londra i suoi dipinti di animali obesi. "Voleva rappresentare animali grassi perchè nessuno dipinge animali brutti o grassi," ha riferito Sigrfied ad artnet News. "Fat Squirrell", è stato un successo tale da spingere i due collaboratori a pensare ad un nuovo progetto.

Ecco quindi "Koo Koo". L'ispirazione per questo nuovo show è molteplice. Lo spazio in cui la mostra verrà ospitata ricorderà un orologio a cucù in montagna e i dipinti degli uccelli arricchiranno la struttura. Ma anche il titolo, riporta sempre Siegfried, è un riferimento alla personalità di Franco.

L'esposizione durerà tre settimane e potrà essere visitata solo su appuntamento.


lunedì 30 novembre 2015

BRO-MANCE: Tom e James Franco di nuovo insieme per Firehouse ArtCo



Dopo l'esposizione comune alla Verne Collection di Cleveland (qui), Tom e James Franco si riuniscono per una nuova mostra allestita presso la Firehouse Art Collective di Berkeley. Stando al poster dell'evento, BRO-MANCE includerà nuovi lavori dei due fratelli/artisti. Appuntamento per domenica prossima, 13 dicembre.

domenica 12 luglio 2015

A California Childhood: The Art of James Franco and Tom Franco



Nonostante una fitta agenda di progetti cinematografici, James Franco non ha certo abbandonato tela e pennello e presto debutterà con una nuova mostra concepita insieme a suo fratello Tom, pittore e scultore a tempo pieno che nel 2005 ha co-fondato a Berkeley la Firehouse Art Collective.

A California Childhood: The Art of James Franco and Tom Franco aprirà alla Verne Collection di Cleveland, con un ricevimento aperto al pubblico, sabato 18 Luglio dalle 6:30 alle 9 p.m. Sia Tom che James saranno presenti all'apertura. In più, domenica 19, Tom Franco parteciperà ad una conversazione col pubblico alle 2 p.m.

Perchè proprio Cleveland? Non tutti sanno che i nonni materni di James e Tom, Dan e Mitzie, hanno fondato la Verne Collection nella metà degli anni '50, dopo aver vissuto in Giappone per due anni. La galleria è ora nelle mani del figlio Michael (zio di James e Tom), che è anche presidente della Verne Collection.

Un ritorno alle proprie radici, quindi, che è anche la cornice ideale di una mostra che ripercorre l'adolescenza dei due Franco, prosecuzione naturale nell'omonimo libro pubblicato da James nel 2013.

martedì 2 dicembre 2014

Fat Squirrel: la nuova mostra di James Franco a Londra

In occasione dell'apertura della mostra "Fat Squirrel", al Siegfried Contemporary di Londra (visite su prenotazione), pubblichiamo l'intervista uscita in esclusiva su Dazed.



traduzione di Chiara Fasano

Uomo del rinascimento e cane sciolto di Hollywood, James Franco è un attore di serie A, un regista, uno studente universitario, un insegnante, un poeta, un musicista, un'icona sexy e ora un artista. Performer che sa interpretare il ruolo del 'fattone' e quello dello spaccone con pari credibilità, a 36 anni, Franco è un uomo dalle mille maschere. Nel 2006 ha ripreso a studiare Lettere alla UCLA e ha preso molto seriamente questo impegno – nel 2011 si è persino perso l'annuncio delle nomination agli Oscar (nonostante fosse uno dei favoriti) per non mancare a lezione. Ora, a poche settimane dal conseguimento del PhD in Letteratura Inglese, è chiaro che l'intellettuale di Hollywood non ne ha mai abbastanza.

Mentre si prepara al lancio della sua ultima serie di dipinti, in una mostra chiamata Fat Squirrel, incontriamo il protagonista della nostra copertina di dicembre 2013 al Siegfried Contemporary Private Showroom nel West London per scoprirne di più. Indossa una camicia rossa Lumberjack, jeans sbiaditi e giacca di pelle e sfoggia una testa appena rasata e i suoi baffi marchio di fabbrica. Mentre si adagia su una chaise longue e sorseggia il suo espresso nero (nonostante abbia vestito i panni dello 'fattone' Saul Silver in Pineapple Express (2008), Franco non beve né fuma), conversiamo di cinema, università e del tribunale e delle tribolazioni dei social media.


Cos'ha inspirato questa mostra?

All'inizio dell'anno ho allestito una mostra a New York e sebbene non avessi letto nessuna critica, sapevo che ne parlavano malissimo. Sentivo nell'aria la tempesta perfetta: "Oh, un attore che si mette a fare arte". Questa mostra era, nella sua totalità, una citazione a una delle divinità di Hollywood, Cindy Sherman. Così ho riflettuto sul fatto che avessi un mucchio di altre opere che non facevano riferimento a nessun altro artista – si trattava del puro e semplice atto del dipingere. Questa mostra è solo di dipinti, il che non mi accadeva da quando ero davvero molto giovane – dipingo da quando andavo al liceo.


I dipinti sono quasi infantili – cosa rappresentano secondo te?

Io credo che uno dei miei grandi temi sia l'infanzia e l'adolescenza, perché sono periodi talmente importanti e formativi. Torno sempre a quelle due epoche della mia vita nei miei scritti e nella mia arte. Almeno, per me sono importanti. È stato allora che ho cominciato ad interessarmi a tutto ciò in cui sono interessato oggi. È lì che è stato piantato il seme di tutto ciò che mi ha formato o di quello contro cui mi sono ribellato. È in quel periodo che tutto comincia a manifestarsi ai tuoi occhi. Con questi dipinti – come hai detto tu, in modo infantile – ho fatto riferimento a quell’epoca.


E gli animali? Ti consideri un amante degli animali?

Sì, ma non in quel senso. [ride] Se avessi fatto ritratti di persone, l'attenzione sarebbe concentrata su chi sono quelle persone, ma se si tratta di animali, il soggetto è più difficile da criticare perché gli animali sono innocenti.


Mi puoi guidare attraverso le tre sezioni di questa mostra?

Tutti questi dipinti sono stati generati in modo diverso. Alcuni li ho realizzati io con le mie mani e altri in parte sono stati fatti da un pittore di animali – una persona che si guadagna da vivere dipingendo animali – a cui ho commissionato il lavoro e sui cui disegni ho dipinto. Altri sono collage di libri per bambini e immagini che ho preso e sui cui ho dipinto.


Che influenza ha avuto sulla tua arte la tua esperienza nel cinema?

La mia arte è un risultato del mio lavoro nel cinema. Fare film è un processo collaborativo. Ci sono talmente tanti dipartimenti e tante persone che lavorano a sezioni diverse. Io ho collaborato molto con artisti. Per Rebel, la mia mostra al MOCA, ho lavorato con Paul McCarthy, Ed Ruscha, Douglas Gordon, Aaron Young e Terry Richardson e ho recitato nei video di Ryan Trecartin. C'era qualcosa di diverso nella collaborazione artistica e in quella che ha luogo sul set di un film. Forse perché il cinema ha già i suoi ruoli ben definiti. I sindacati hanno combattuto per anni per il riconoscimento di quei ruoli; gli autori hanno il compito di fare una cosa, ma chi riscrive i dialoghi non ha lo stesso credito. Nel cinema tutto è stabilito a priori, mentre nel mondo dell'arte non è così.


Ma questa è una mostra tutta tua – come ci si sente?

Ho fatto tante cose e nonostante mi fosse piaciuto molto, sentivo che c'era qualcosa di strano. Mi dicevo, "Guarda, hai collaborato con così tanti artisti. Ti ha aiutato a farti strada nel mondo dell'arte." Quando penso di aver lavorato con Paul McCarthy, nella mia mente mi dicevo, "Oh, sì, sarà un mio protettore!" Anche se non è che funzioni proprio così. Dopo un po' ho pensato, "è ora che cominci a lavorare per conto tuo e non ti curi delle critiche o del fatto che la gente ti veda come un attore con un secondo lavoro nel mondo dell'arte". Ho studiato arte. Ho lavorato proprio come tutti gli altri studenti, quindi so di avere le competenze giuste. Ma detto questo, sono ancora abituato ad un certo livello di collaborazione, è così che amo lavorare. Così, anche se da una parte, le collaborazioni in questi dipinti sono meno evidenti, io le vedo ancora così, o come ibridi o come collage.


Com'è tornare a studiare e rivivere quel rito di passaggio?

C’è una cosa che ho amato del tornare a studiare. In effetti, ne stavo giusto parlando con un giovane collezionista al piano di sotto. Ricordavo di avere una collezione d’arte niente male, ma quando sono tornato a studiare non potevo lavorare più allo stesso numero di film a cui lavoravo prima, così il mio commercialista mi fece vendere tutte quelle opere!



Lo studio dev'essere stato molto importante per te?

Sì, è stato importante. Sapevo anche che tornare a studiare sarebbe diventata la mia priorità. Avevo due o tre anni in cui concentrarmi su quello che stavo facendo perché avevo scelto di dedicarmici esclusivamente. Molti dei miei colleghi studiavano e avevano un lavoro a tempo pieno, ma io avevo la fortuna di non avere un lavoro perché avevo già una carriera. Invece di un lavoro, ho potuto iscrivermi a più di un'università. Era il mio momento per affrontare seriamente tutte quelle altre cose a cui ero interessato.


A che punto sei con il tuo PhD?

Ci sto lavorando da diverso tempo – ci vuole un po'! E' in Letteratura Inglese. Ho finito quasi tutto, mi manca la tesi.


Diresti che lo fai per creare un distacco con la tua carriera nel cinema?

Una delle chiavi per la mia carriera o per come sono stato in grado di fare tutte queste cose insieme è l'equilibro. Credo di aver avuto la fortuna di amare i miei film che, di fatto, hanno avuto successo, come quelli con Seth [Rogen]. Spesso sono commedie stravaganti e sono film piuttosto importanti da un lato, diciamo, satirico. E quel lavoro mi permette di fare altri tipi di lavoro. Me ne dà il tempo.


Diresti che la tua carriera è quasi secondaria rispetto ai tuoi personali progetti creativi?

Così pare, ma quello che sto cercando di dire è che tutto quel lavoro mi dà un certo status commerciale che mi permette di muovermi in altri ambienti. Ma se tutto ciò che avessi fossero i miei film, mi considererei già fortunato e ne sarei grato.


La tua esperienza come celebrità dà forma al tuo lavoro?

Sì, ma non in modo gratuito. Quasi in maniera universale. Il modo in cui viviamo oggi, come la gente usa i social media si avvicina sempre di più al modo in cui già vivono le celebrità. Ora la tua vita è sotto gli occhi di tutti, siamo tutti spiati. La gente vede quello che fai in ogni momento. È lì che stiamo andando, così se realizzo dei lavori basati sulla mia esperienza con la celebrità, di fatto, si tratta di qualcosa di applicabile universalmente, molto più di quanto ci si aspetti. Non parlo solo di com'è essere una celebrità, ma di come tutti noi viviamo oggi.


Una volta hai detto qualcosa sul potere dell'essere esposti oggi…

Da una parte è ancora strano per me. Se vai sul mio Instagram, si capisce che non prendo sul serio quell'aspetto. Ma dall'altra, è tutto molto serio. La popolarità è una delle principali valute correnti oggi. Quando hai quel numero di follower – come i miei milioni – le aziende che vogliono fare affari con me prendono la cosa molto sul serio. Ho appena fatto una pubblicità per Verizon e da contratto, devo postare un certo numero di cose sui miei social media. Così tutte le mie cretinate di Instagram, cose con cui io mi diverto, oggi hanno potere contrattuale e sono qualcosa di molto concreto.


Trovi opprimente o liberatorio il dover mantenere una certa presenza online?

I social media sono divertenti – è il solito vecchio gioco per cui devi equilibrare quello che la gente vuole con quello che tu vuoi esprimere. Io esprimo in maggior misura quello che io voglio e quello di cui voglio parlare. Avrei più follower se postassi bellissime mie foto ogni tre o quattro giorni. Probabilmente avrei il doppio di follower, ma non voglio un account così – sarebbe noioso per me. Supererei il limite, ma poi mi verrebbe rinfacciato e rimproverato. Se fai tante cose, impari anche che c'è un cerchio in cui dover restare. Nel Mago di Oz della Disney, non puoi spingerti più di tanto, è un film per famiglie. Invece qui, in questa galleria, posso fare quello che voglio. Impari in quale contesto poter esprimere determinate cose.


Hai fatto un po' di tutto, ma dove ti senti più felice?

Non so dire cosa sia più importante. Credo che il modo in cui la mia carriera e la mia identità si sono sviluppate sia importante in egual misura. In ogni programma accademico ti dicono che ti insegnano a trovare la tua voce, le tue tematiche, il tuo essere. Quello che dici e come lo dici è unicamente tuo. Il mio "essere" è un po’ a Hollywood e un po' in questi altri mondi e, se li metto insieme, quella è la mia unica posizione. Ci sono tanti artisti che usano il cinema come soggetto o ispirazione, ma non molti di questi artisti hanno una carriera nel cinema mainstream.

martedì 21 ottobre 2014

James Franco in 'Future Relic 02', guarda il corto di Daniel Arsham





Disponibile da ieri sul sito tmagazine, "Future Relic 02 ," il secondo capitolo della saga di Daniel Arsham, mostra un operaio interpretato da James Franco che - in un futuro non definito - passa le sue giornate ad indicizzare e distruggere oggetti della civiltà passata. Girato in quattro giorni a Brooklyn nello studio di Arsham, il progetto è solo un assaggio di quello che l'artista di Miami ha intenzione di mostrare al Tribeca Film Festival del 2016. Quanto a Franco, non ha certo faticato ad immergersi nella visione di Arsham. "Cerco di guardare al mondo come un deposito di manufatti ed esperienze antiquati " dice, "ognuno di essi merita di essere conservato ."

domenica 19 ottobre 2014

James Franco collabora con Daniel Arsham in 'Future Relic 02'



Qualche mese fa, James aveva twittato di una collaborazione con l'artista Daniel Arsham. Ora, grazie allo stesso Arsham scopriamo che si tratta di un cortometraggio intitolato Future Relic 02 che vede James protagonista assoluto e che verrà mostrato in anteprima domani sul sito www.tmagazine.com. Non ci resta che aspettare per vedere di cosa si tratta, ma nel frattempo vi consigliamo di vedere il primo capitolo della serie (qui).

Art Show al Media Arts Center della Paly High

In occasione dell'apertura del nuovo Media Arts Center, James Franco ha realizzato due dipinti sui muri del suo vecchio liceo a Palo Alto. Posizionati all'ingresso del Centro Studenti, rappresentano due immagini tratte dall'annuario del 1993, quando James era ancora una matricola: la foto di gruppo dei ragazzi del giornale scolastico e il touchdown di Mike Smith durante una partita di football dello stesso anno.



I due  murales hanno completato l'esposizione allestita da James (e inaugurata ieri) nel Media Arts Center della Paly High, con una raccolta delle sue opere ispirate agli anni della scuola.

"Ho fatto molti lavori ispirati al periodo dell'adolescenza: dalla scrittura, alla pittura, fino ai film, e dato che ho frequentato la Paly High, questa è la mia principale fonte di ispirazione. Mi piacciano [le foto nel suo annuario da matricola del 1993] perchè quando erano nell'annuario, erano solo foto di persone che andavano a scuola. Ma con il passare del tempo, almeno per me, il liceo è diventato questo strano posto mitologico. Quando ero adolescente, sembrava che tutto fosse amplificato; tutto era importante, c'era molta pressione su più fronti e stavo sperimentando nuove cose per la prima volta. E così, i dipinti, per me almeno, catturano proprio questo. Anche se raffigurano solo una partita di football o pallavolo, o Il Campanile (giornale scolastico, ndr), per me evocano le emozioni di quel periodo... Anzichè ricostruire una parte della Paly High, posso mostrare questi lavori ispirati dalla Paly alla Paly." Ha dichiarato James ai microfoni di The Paly Voice (qui l'intervista completa).

venerdì 2 maggio 2014

New Film Stills: disponibile il catalogo della mostra



A proposito di New Film Stills e dell'avvicinarsi al lavoro di Cindy Sherman, James Franco ha dichiarato:  

"Le immagini di Untitled Film Stills di Cindy Sherman sono state innovative sotto molti aspetti: possono essere lette come un ritratto delle donne nei film, come una critica che va di pari passo con il lavoro critico di Laura Mulvey: possono essere viste come una performance, come fotografie, come analisi dei tipi; sono allo stesso tempo divertenti ma con un significato profondo. Cindy è un'artista che usa il cinema come ispirazione per il suo lavoro; ha fatto finta di essere un'attrice. Io sono un attore che ha calato se stesso nel suo lavoro. Dove Cindy ha usato il cinema come punto di partenza, io uso l'arte come punto di partenza. Lei, così come molti dei miei artisti preferiti (Douglas Gordon, Richard Prince, Dan Colen, Nate Lowman, Paul McCarthy)  usa il cinema nel suo lavoro, ma ha una posizione che è esterna ad Hollywood. Io ci sono dentro totalmente, ma queste foto mi permettono di farmi da parte, guardarmi indietro e rivisitare il mio lavoro ad Hollywood. Sono allo stesso tempo attore, critico, artista e personaggio."

Il risultato è appunto New Film Stills in esposizione fino a domani alla Pace Gallery di New York, ma ora disponibile anche in un catalogo che racchiude tutte e 32 le foto della mostra, accompagnate da nuove poesie di James Franco e un'introduzione di Frank Bidart.



Il catalogo è disponibile nello store online della Pace Gallery (QUI)

venerdì 4 aprile 2014

"New Film Stills": la nuova mostra di James Franco

New Film Still #32, 2013, gelatin silver print, 30″ × 40″ (76.2 cm x 101.6 cm). Courtesy Pace.

Dopo Psycho Nacirema, presentata lo scorso anno a Londra, James Franco torna a collaborare con la Pace Gallery per una nuova mostra visuale intitolata James Franco: New Film Stills.

Psycho Nacirema consisteva in un'installazione multimediale ispirata all'iconico thriller capolavoro di Hitchcock, "Psycho". Riguardo a quel lavoro, Franco aveva dichiarato "Il film diventa materiale grezzo rimodellato in qualcosa di completamente nuovo".

Questo approccio continua in New Film Stills, una collezione di enigmantiche fotografieispirate all'opera Untitled Fim Stills di Cindy Shermanche sembrano prese da anonimi film in cui Franco è protagonista assoluto.

New Film Still #36, 2013. gelatin silver print, 40" x 30" (101.6 cm x 76.2 cm). Courtesy Pace

James Franco: New Film Stills aprirà l'11 aprile alla Pace Gallery in West 25th Street di Manhattan, con una preview pubblica il 10 aprile (7-9 p.m.) Chiusura il 3 maggio 2014.

New Film Still #58, 2013. gelatin silver print, 30" x 40" (76.2 cm x 101.6 cm). Courtesy Pace

domenica 10 novembre 2013

Le T-shirt di James Franco per Colette



Dopo la mostra "The Animals" esposta nell'esclusivo exhibition space dello store in rue Saint-Honoré a Parigi, continua la collaborazione tra Colette e James Franco. L'attore ha curato infatti una nuova linea di magliette—intitolata "Lindsay Lohan"—vendute in esclusiva presso lo STORE COLETTE online. Lo stile che caratterizza la linea è l'ormai inconfondibile marchio di fabbrica di James: immagini base—qui, primi piani di sosia di Lindsay Lohan e Francorimaneggiate e "violentate" da scarabocchi, scritte e collage che innescano nuove suggestioni.

venerdì 1 novembre 2013

James Franco su The Hollywood Reporter—Art Issue

Di seguito, la traduzione dell'articolo di JAMES FRANCO pubblicato su THR in occasione dell'uscita del numero speciale sull'arte.

Per il primo numero dedicato all'arte del The Hollywood Reporter (in uscita l'8 novembre prossimo), James Franco ci offre un'anteprima della sua prossima mostra, la cui apertura è prevista per il 2014 nell'OHWOW Gallery di Los Angeles. L'anteprima che trovate di seguito presenta alcune foto dell'esibizione e delle impressioni dell'attore/artista sulla vita a Los Angeles. 



Los Feliz è cool. Bar hipster e lerci. C'è un ottimo ristorante francese sul Vermont, Figaro. Invece House of Pies ha cibo di merda. Fred 62 è aperto 24 ore su 24 e fanno densissimi cocktail. Una cameriera coi capelli rosa mi chiedeva di andare al cinema con lei, una volta erano le 2 del mattino. Ho incontrato una ragazza lì di El Monte che voleva farmi nella macchina, mentre guidava verso il centro.

West Hollywood è cool, vistosa. Ad Halloween fanno i pazzi su tutto il Santa Monica Boulevard. Andavo spesso al Buzz coffee e incontravo un piccolo psicopatico che diceva di essere un artista; era molesto il piccolo troll.

North Hollywood, nella Valley, proprio sotto gli Universal Studios. Che buco di merda! Una terra desolata. Ho seguito delle schifose lezioni di recitazione lì e sc****o un milione di ragazze. Conoscevo un ragazzo che viveva in una baracca in mezzo a un mucchio di altre baracche dietro alla casa di uno su Burbank Boulevard. Si ritrovò un po' di soldi in mano perché vinse una causa contro il suo patrigno che molestava sua sorella quando erano bambini, così ha comprato una pistola e un acquario enorme.




Beverly Hills è ancora un mistero. Andavo a qualche festa in diversi posti. Il mio dottore è su Rodeo Drive, gli mancano due denti. Il Beverly Hills Hotel ha le pareti color vomito; dentro c'è un piccolo coffee shop con un tizio untuoso che serve sandwich al tonno. Io ci vado e li mangio e leggo romanzi e faccio delle grandi cagate nel bagno in fondo all'ingresso.

Hollywood, casa. Lo Chateau Marmont, dove abito adesso. E' da un anno; sto sempre nella stessa stanza, sul retro, nell'area dei cottage. Stanza 89, sto lì quando sono in città. E' l'unica con un balcone ed è vicino al tavolo da ping pong. Fuori dalla finestra c'è un enorme cartellone pubblicitario di Gucci. Il copriletto è pieno di sperma.
Downtown. Avevo un loft lì. Non conosco bene quest'area. Ho visto alcuni spettacoli al Mark Taper Forum e ho mangiato sandwich alla salsa francese da Philippe, che ha la segatura sul pavimento. E poi Olvera Street, con dei buoni o cattivi ristoranti messicani per turisti. Il mio amico artista Ben aveva un loft, prima di morirci di overdose.
 
Santa Monica. La dozzinale Terza Strada. La gente si incontra allo Shutters o va sui pattini sulla spiaggia. Credo.

A Malibu tutti si nascondono.
Paparazzi.


giovedì 10 ottobre 2013

The Animals: la nuova mostra di James Franco alla Colette gallery

Vi ricordate questa foto postata su Instagram da James Franco l’estate scorsa? Il mondo di internet si chiese: cosa ci fa James Franco insieme a tutte queste persone coperte di vernice da capo a piedi?

Ora lo sappiamo. Si trattava di un progetto artistico destinato ad una mostra aperta dal 7 ottobre al 2 novembre 2013 nel concept store Colette di Parigi, in rue Saint-Honoré.



La mostra, intitolata The Animals, è un insieme di dipinti, fotografie e video che documentano quella performance di gruppo eseguita, tra luglio e agosto, da uomini e donne con indosso costumi animaleschi e maschere veneziane. Gli “animali” del titolo eseguono attività fisiche improvvisate, dalla danza alla palla avvelenata, in una stanza tappezzata di teli bianchi, con i corpi seminudi ricoperti di vernice fresca che lasciano, con i loro movimenti, tracce di colore sulla tela.

Questi individui asessuati, The Animals, sono creature primitive. Interpretano qualcosa di essenziale, primordiale e infantile e comunicano con i gesti, con i movimenti dei corpi e con le azioni, più che con le parole.

I video, le foto e i dipinti si amalgamano in un'installazione omogenea, in cui nessun medium prevale, ma l’uno è complementare all’altro. Si alternano così staticità e azione, ordine e caos: ogni elemento è essenziale e funzionale alla narrazione visiva d’insieme.

sabato 13 luglio 2013

"Yeezus" di Kanye West reiventato da James Franco



Che il rapper/stilista/produttore/marito-di-Kim-Kardashian Kayne West fosse un artista fuori dal comune era già noto. A confermarlo, l'ultima trovata pubblicitaria per il lancio del suo nuovo album "Yeezus". Nessun singolo in radio, né video musicali ad anticiparne il lancio, persino la cover del CD è stata lasciata in bianco. Questa è la novità: la casa discografica ha diffuso dei poster con solo la scritta "PLEASE ADD GRAFFITTI", un invito per ogni artista che volesse cimentarsi a creare una copertina personalizzata per Kayne West. Tanti hanno risposto all'appello: da ESPO a Curtis Kulig a Wil Fry a Mister Cartoon e a James Franco, che ha creato la sua cover, dopo essere stato contattato da GQ. Eccola dopo il salto, insieme al suo commento.

sabato 19 gennaio 2013

James Franco espone a Berlino la nuova installazione "Gay Town"



Nel 2011, in collaborazione con Peres Projects, James Franco presentò a Berlino la sua prima mostra personale, "The Dangerous Book For Boys". Il prossimo 9 febbraio, ripeterà l'esperienza inaugurando la sua seconda personale, intitolata "Gay Town", sempre nella galleria Peres Projects della capitale tedesca.


 

La mostra include dipinti, disegni, video, sculture e fotografie ed esplora una varietà di tematiche centrali negli interessi artistici di Franco, legate all'adolescenza, alle sfere pubblica e privata della sua persona, agli stereotipi e gli altri interessi della società moderna, come l'ossessione per la celebrità. Molti dei lavori di "Gay Town" sono stati realizzati nel corso degli ultimi due anni, in camere d'albergo, in studio improvvisati, in location temporanee nate durante la lavorazione di altri progetti, soprattutto cinematografici, a cui molte creazioni della stessa esibizione fanno riferimento.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 9 febbraio al 9 marzo 2013.

Qui una gallery dell'installazione >> 

martedì 4 dicembre 2012

James Franco e Brian Butler invocano lo spirito di Marte alla L&M Arts di Los Angeles



Stasera James Franco parteciperà ad una singolare esposizione artistica nella galleria L&M Arts di Los Angeles, ideata dall'artista visivo e regista Brian Butler.

Si tratta di una performance ispirata al cerimoniale in cui si evocava lo spirito di Marte, scritto e interpretato per la prima volta a Londra nel 1910 dal famoso occultista Aleister Crowley. Il rituale è poi diventato parte integrante della storia di Los Angeles nel 1946 quando Jack Parsons, pupillo di Crowley, realizzò una sua versione del cerimoniale, per inviare una maledizione sul fondatore di Scientology L. Ron Hubbard.

Stasera Butler evocherà Bartzabel, lo spirito di Marte, nel luogo – la L&M Arts – che fu casa dell'autore recentemente scomparso Ray Bradbury. Il protagonista del rituale sarà lo stesso Butler, il Capo Mago e il resto del cast vedrà Henry Hopper nei panni del suo Assistente Mago, Noot Seear (attrice vista in New Moon) come sua Aiutante Maga e James Franco come Base Materiale, lo strumento attraverso il quale lo spirito di Marte si manifesta.

La performance inizierà alle 20:30, ora di Los Angeles e sarà seguita da un ricevimento tenuto dall'artista Ed Ruscha. (fonte dangerousminds)


AGGIORNAMENTO 5/12/12: troverete online un video e alcune immagini della serata. Leggerete che l'uomo sotto l'abito rituale rosso è James Franco, ma non è così. James infatti non ha potuto partecipare alla discussa performance con Brian Butler perchè si trovava ancora in Italia.

domenica 11 novembre 2012

Pigiama Party in casa Franco!

Cosa sta succedendo a casa Franco? Dopo l'orgia di colori della scorsa settimana (qui), arriva il pigiama party che richiama alla memoria l'esilarante Tizzle Wizzle Show del SNL. Compagna di giochi, Laurel Nakadate, che in passato ha già lavorato con James nello spettacolo teatrale "Three Performances in Search of Tennessee".


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source: JamesFrancoTV e Ivrybelle