martedì 29 maggio 2012

Don't Bring Your iPad to Once the Musical



28 maggio - L'insegna luminosa diceva che Once è lo spettacolo con più nominations ai Tony. Dentro era pieno di gente e sul palco era inscenato un pub pieno di musicisti che suonavano motivetti folk irlandesi; il pubblico cercava i propri posti, con in mano pinte di bevande in contenitori di plastica termica; ghiaccio e liquidi erano sparsi sul pavimento nei corridoi. In giro c'era fermento. Non avevo mai visto il film da cui è tratto lo spettacolo, ma avevo parlato con delle persone, persone intelligenti, che avevano visto il musical tre volte. 

Ci siamo fatti lentamente strada tra una coppia di signore anziane e poi abbiamo oltrepassato un'altra signora in confronto alla quale le signore di prima si potevano chiamare ragazzine. Nana non c'era, è ancora bloccata a Londra. Peccato, perché avrebbe amato molto lo spettacolo, lei adora i musical. Ci siamo abbandonati nelle nostre poltrone mentre l'anteprima allo spettacolo stava già finendo. Poi le cose si sono leggermente confuse. Siccome nessuno aveva annunciato formalmente di spegnere i cellulari, come invece accade di solito, non eravamo sicuri se stesse cominciando lo show o se fosse in scena ancora l'anteprima. Alcuni uscieri ci dicevano di spegnere gli apparecchi elettronici, ma sembrava più una debole supplica. Sono i normali annunci ufficiali che servono a segnalare l'inizio dello spettacolo, come "l'allacciare le cinture" sugli aerei. Un vecchio musicista sul palco è partito con un assolo e il pubblico ha iniziato a calmarsi, ma le luci non si erano ancora abbassate ed è per questo, immagino, che l'uomo di mezza età alla mia destra non aveva ancora spento il suo I-Pad. Forse pensava di essere ad un concerto, perché ha sollevato l'I-Pad per fotografare la scena. Io che ero accanto lui ero parecchio distratto da quello schermo, ma per la fila di dietro sarà stato incredibilmente insopportabile.

Inside Rebel

In esclusiva per NOWNESS, un imperdibile dietro le quinte di "Rebel". Guarda il video in due parti dopo il salto.



domenica 27 maggio 2012

Wes Anderson Rises



25 maggio - Wes Anderson è tornato. Moonrise Kingdom è il suo miglior film da Rushmore. Il nuovo film è appena stato presentato in anteprima a Cannes ed esce oggi negli Stati Uniti, ma ho avuto modo di vederlo ad una proiezione per cast e crew a Newport, R.I. (Rhode Island) due sere fa.

Al momento sono a R.I. per terminare la mia laurea alla RISD. Ho una settimana di pausa dalle riprese di The End of the World di Seth Rogen a New Orleans, così ho avuto il tempo di andare alle valutazioni finali per il mio dipartimento, Digital + Media. Il mio ultimo lavoro è una casa di legno che contiene 16 video tratti da un libro di erotic fiction intitolato Fucking James Franco. Penso sia andata bene; fatto ciò, tutto quello che dovevo fare era assistere alle valutazioni di altre persone. Così quando ho sentito che il film di Wes sarebbe stato proiettato in zona, mi è sembrata come la ricompensa perfetta per due anni di scuola d'arte. Una delle ex assistenti di Wes, Gabrielle, è una mia amica della NYU, così le ho chiesto se poteva farci entrare alla proiezione, e lo ha fatto. Ho portato la mia assistente Anna, il mio amico e compagno di classe Tim e il mio professore Raphael.


sabato 26 maggio 2012

Adventures in Fantasy Filmmaking, Venus in Fur Edition



24 maggio - Sono finalmente riuscito a vedere Venus in Fur a Broadway.
 
Sono stato in e fuori città negli ultimi mesi e ho cercato di andare a vedere lo spettacolo due volte ma ho dovuto annullare a causa di cambiamenti di programma last-minute. Avevo sentito così tante cose buone a riguardo da persone che amano il teatro. Continuavano a dirmi, "Sarebbe un gran film."

Poi mi sono imbattuto in Hugh Dancy, il protagonista dell'opera teatrale, ad un after party del Met Ball -- una di quelle feste ridicolosamente affollate frequentate da ogni star immaginabile. "Oh, scusa, Kayne... Scusa, Mick Jagger, proverò a schiacciare il mio sedere contro Jeff Koons per non essere di intralcio a Beyoncé."

Mentre ero schiacciato contro il petto di Hugh, mi sono ripresentato e gli ho detto che avevo tentato di vedere il suo spettacolo due volte e che stavo cercando disperatamente di andarci. Ha detto grazie ma mi ha avvisato che rimanevano solo sei settimane di repliche. Dopo, solo perchè quelle feste possono essere imbarazzanti e uno si attacca a qualunque cosa sia disponibile per fare conversazione, ho stupidamente chiesto se pensasse che lo spettacolo sarebbe un buon film. Probabilmente avrà pensato stessi fiutando il suo ruolo per me stesso per qualche terribile versione Hollywoodiana, ma giuro che non era mia intenzione.

giovedì 24 maggio 2012

James Franco protagonista del nuovo webisode di 'Fact Checkers Unit'

Diciamo la verita: il James Franco cazzone ci mancava. Eccolo quindi, in fuga e incinta, sull'improbabile copertina della rivista "Swag", uno dei momenti più esilaranti dell'ultimo webisode di Fact Checkers Unit, celebre serie web nata su NBC.com, non nuova a memorabili ospitate vip. Dove vedere il video? CLICCATE QUI!

mercoledì 23 maggio 2012

James Franco... e James Franco Italia su "Grazia" di questa settimana

Dopo essere stato citato da Tiziana Lo Porto su D (qui l'articolo), "James Franco Italia" riceve un altro bel riconoscimento sulle pagine del nuovo numero di Grazia (in edicola da oggi), che ha intervistato James in occasione dell'opening di "Rebel" a Los Angeles. Il settimanale gli ha girato alcune domande fatte dai lettori, tra cui la mia sulla sua passione per il cinema italiano. Accompagnato dal servizio fotografico di Jeff Vespa scattato in occasione del TIFF 2010, l'articolo è ricco di aneddoti e curiosità. Non perdetelo.

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martedì 22 maggio 2012

On Commencement Speeches



16 maggio - Il New York Observer, un quotidiano di proprietà del genero di Donald Trump, forse meglio conosciuto per la pubblicazione di una rubrica a tematiche sessuali nella metà degli anni 90 – ha avuto da ridire su un articolo che ho scritto sull’Huffington Post, riguardo ai tour dei fantasmi a New Orleans.

Ecco l'inizio del loro pezzo:


James Franco, la vera voce della nostra generazione, tra i vari impegni artistici e didattici ha trovato del tempo per iniziare a scrivere sull'Huffington Post. Era ora!
 
Di quale importante problema del nostro tempo ha voluto parlare Mr. Franco? Della dichiarazione di Obama sui diritti dei gay? Della performance di Marina Abramovic allestita sopra l'Hudson? Del suo nuovo album forse?
 
Tutte ottime ipotesi, ma James Franco ha voluto parlarci di qualcosa di molto vicino al suo cuore: i tour stregati a New Orleans che ha fatto con la sua Nana. (che è il nome della sua parrucchiera, non è sua nonna.)

lunedì 21 maggio 2012

Haunted Tour in New Orleans



14 maggio - Sono a New Orleans da un po' di settimane ormai. Sto lavorando all'esordio alla regia di Seth Rogen, una commedia sulla fine del mondo. Il nostro è uno tra i 20 film che si stanno girando a New Orleans in questo periodo. È diventato un nuovo centro per le produzioni hollywoodiane – un po' per gli incentivi forniti dalla Louisiana, ma anche perché la città è ancora un vero spasso. Quentin Tarantino, Leonardo DiCaprio, Jamie Foxx, Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger e Harrison Ford sono tutti qui al momento. Il nostro autista ci ha detto che ci sono più ristoranti ora che prima di Katrina. Non so cosa voglia dire esattamente, ma immagino che gli affari stiano girando di nuovo da queste parti.

domenica 20 maggio 2012

Gimme Some Shelter

Da circa due settimane James collabora con l'Huffington Post scrivendo un blog personale. James Franco Italia traduce in esclusiva per voi i suoi post. Iniziamo dal primo: "Gimme Some Shelter". 



10 maggio - Ho passato il weekend a New York City. Ho preso l'aereo delle 06.00 di mattina da New Orleans, sono atterrato all’aeroporto di La Guardia e sono andato direttamente nel Queens, dove i miei studenti della NYU stavano girando l'ultimo dei segmenti del loro film basato sulla raccolta del 1984 del poeta Stephen Dobyns, Black Dog, Red Dog. Questo segmento è ispirato ad una poesia intitolata “The Gun”, in cui due ragazzi senza supervisione di adulti leggono fumetti e fumano sigarette fin quando uno dei due punta la pistola contro l'altro e gli ordina di togliersi i pantaloni. La camera accanto a quella del set apparteneva a una delle figlie del padrone di casa e al muro era appeso un gigantesco poster di una boy band di cui non avevo mai sentito parlare, chiamata qualcosa come Really Big Rush. Mentre gli studenti stavano preparando il set, ho preso un libro dallo scaffale della ragazza. Ce n'erano due tra cui scegliere, e voi penserete che io abbia preso quello intitolato "The Clash" – fuori contesto, in una camera piena di pop adolescenziale – ma invece ho optato per "Burning Up: in tour con i Jonas Brothers". Era pieno di foto dei ragazzi dai capelli ricci in tourné. Quel che è certo è che hanno molti fans, sebbene solo adolescenti.

sabato 19 maggio 2012

Disponibile il libro-catalogo di Rebel

OHWOW pubblica in esclusiva "Rebel", il libro che accompagna l'omonima installazione curata dal MoCA e attualmente esposta al JF Chen di Los Angeles. Il libro cattura e documenta la rivisitazione del capolavoro di Nicholas Ray Rebel Without A Cause (1955) ad opera di James Franco con la collaborazione di Douglas Gordon, Harmony Korine, Damon McCarthy, Paul McCarthy, Terry Richardson, Ed Ruscha, and Aaron Young.



Il volume di 192 pagine, esplora i momenti dentro e fuori la pellicola di Ray, espandendo la narrazione del film e documentando i nuovi e non convenzionali video, fotografie, dipinti, disegni e sculture che compongono l'installazione. Il libro contiene anche materiale inedito non incluso nella mostra e traccia un quadro degli artisti che hanno reinterpretato le leggende del film originale, le persone coinvolte, il posto in cui ha avuto luogo, Hollywood, il cinema come mezzo e immagini dal dietro le quinte.

Il teorico dell'arte Francisco J. Ricardo, introduce con un saggio il libro, delineando il contesto di "Rebel" e spiegando l'impulso per l'indagine di Franco e le sue motivazioni artistiche, dal concepimento dell'opera fino alla sua esecuzione. Ricardo afferma che "Il progetto riguarda essenzialmente la fusione della verità e della tradizione, del romanticismo e dell'interpretazione, delle emozioni dentro e fuori lo schermo che riflettono contemporaneamente tre realtà: il mondo dello sviluppo dell'adolescente di allora, il soggetto del film e la sua sceneggiatura, le passioni private in gioco tra i componenti del cast".

Ispirato dal materiale scritto, ma mai girato, e dai movimenti culturali del 1955, Franco ha collaborato con ogni artista coinvolto per esplorare lo spirito del film originale, la tematica della mascolinità, il decadimento morale dell'epoca e la cultura dei motori. Il suo lavoro parte da una re-interpretazione di Age 13 (1995) – documentario educativo di Sid Davis che tratta delle problematiche all'interno della famiglia, di alienazione e violenza – rigirato come fosse riferito all'infanzia di James Dean.

Douglas Gordon continua questa indagine riprendendo una scena mai girata con protagonista Henry Hopper che si martoria il corpo con un pennarello rosso; Harmony Korine rivisita la celebre scena della lotta coi coltelli; Paul McCarthy e suo figlio Damon McCarthy, presentano una video installazione con protagonisti James Franco nel ruolo di James Dean, Paul McCarthy in quello di Nicholas Ray, e altri, in una grottesca messa in scena degli eventi che si vocifera siano successi durante le riprese di Rebel Without a Cause. Questo video, girato al Bungalow Two dello Chateau Marmont, allude a Hollywood e alla celebrità, all'arte e al mondo dell'arte, ed è descritto dai McCarthy come "l'inizio di un'indagine continua, con annesse improvvisazioni, all'interno di un gruppo di personaggi coinvolti in un'installazione multimediale"; Terry Richardson fotografa Franco versione drag per la rivista Candy; Ed Ruscha cattura le ambientazioni storiche di Hollywood da un monologo di Blind Run di Nicholas Ray, una delle prime sceneggiature del film originale. Un quadro di Ruscha, Rebel (2011), è stato usato come cartellone all'interno dell'installazione. Tutto questo per arrivare alla drammatica chiusura del libro "Rebel", con Aaron Young che fa schiantare il modello di una macchina, richiamando Dean, in una fossa scavata nel deserto.

La copertina del libro infine, contiene il logo della mostra ideato dal leggendario tatuatore Mark Mahoney, che ha collaborato con Franco anche in Brad Renfro Forever (2011), dove, come tributo ad un ribelle contemporaneo, Mahoney ha inciso con un coltello il nome di Brad Renfro sul braccio di James Franco.

Rebel può essere acquistato nello store online del MoCA (QUI)