lunedì 4 novembre 2013

James Franco su ICON Spagna di novembre

James Franco è il protagonista del primo numero dell'edizione spagnola di ICON, in edicola da giovedi 7 novembre, allegato al quotidiano El Pais.


domenica 3 novembre 2013

Spring Break: A Fever Dream



di James Franco

E' la fine, e vi dico perché: perché non ci sarà un altro film o un altro personaggio più importante per questi tempi di Spring Breakers e del suo protagonista Alien. Come mi ha detto l'amico di Harmony Korine, Werner Herzog, durante la telefonata delle telefonate—ero in North Carolina, in un piccolo ristorante messicano chiamato Cocula, che frequento durante le pause pranzo del corso del mio Master al Warren Wilson College. Guardavo i campi sporchi al di là della strada fuori dalla finestra, i cui vetri hanno una mappa del Messico in lastra satinataquando mi ha detto che la mia performance in quel film fa sembrare il De Niro di Taxi Driver un bambino dell'asilo, e che Spring Breakers è il film più importante del decennio. Immaginatelo mentre parla con quell'inconfondibile accento tedesco: "Tra trecento anni, qvando le persone vorranno guardare indietro a qvesti tempi, non guarderanno il discorso di inaugurazione di Obama, vedranno Spring Breakers".

Alien non è nemmeno merito mio. E' di Harmony. Come dice lui, Alien è un gangster mistico. Un clown, un killer, un amante: è lo spirito del tempo. Riff Raff si vuole prendere il merito per questa creazione, ma la sua è una semplificazione. E' come se Neal Cassady rivendicasse il Dean Moriarty di Jack Kerouac, il che comunque non è un grande paragone, perché Kerouac ha palesemente e letteralmente scritto di Neal. Alien è un sovversivo invece. E' un gangster che succhia pistole automatiche come fosse Linda Lovelace. E' il guru del suo tempo. E' quello che tutti noi diventeremmo se avessimo ogni dannata cosa che desideriamo e poi prendessimo piacere nella realizzazione che in realtà non sapremmo cosa farcene. E a quel punto ce lo inventeremmo uno scopo. "Venite da me, piccole mie, venite da me… Non lo abbiamo creato noi questo mostro sensibile, lo avete creato tutti voi. Guardate tutta la sua roba, è per questo che lavorate."

'Yosemite' e 'Memoria': le ultime novità sui film ispirati ai racconti brevi di James Franco

Ricorderete sicuramente la campagna indiegogo per la raccolta fondi da destinare alla produzione di tre film ispirati a Palo Alto e altri racconti brevi di James Franco: "Yosemite", "Memoria" e "Killing Animals."

Il primo progetto a concretizzarsi è Yosemite, le cui riprese sono partire il 29 ottobre a Palo Alto, California. Ambientato nell'inverno del 1985 e basato sui racconti "Yosemite," "Peter Parker" e "Grand Illusion," Yosemite racconta l'avventura di tre amici delle elementari la cui tranquilla quotidianità è minacciata da un leone di montagna che getta nello scompiglio l'intera comunità. Chris, Joe e Shrimp si uniranno per dare la caccia all'animale. Diretto da Gabrielle Demeester (una delle registe del film "Tar") Yosemite ambisce a creare una potente e nostalgica storia di formazione in una Palo Alto incontaminata eppure nel pieno di un importante cambiamento tecnologico e sociale. Le riprese del film possono essere seguite grazie ad un aggiornatissimo account twitter (QUI)



Grazie a thewrap, apprendiamo invece che Memoria è entrato ufficialmente in produzione. Il film, che sarà diretto da  Nina Ljeti e Vladimir de Fontenay (anche sceneggiatori) è ispirato ai racconti "Memoria", "Ivan" e "The Deer" e racconta la storia di Ivan Cohen, un adolescente antisociale che vive alla periferia di Palo Alto, tra amici autodistruttivi e una famiglia (madre+patrigno) assente. L'unica via di fuga per Ivan è il ricordo idealizzato del padre, un militare russo, che lo ha abbandonato prima che nascesse. Ad interpretare Ivan Cohen sarà Sam Dillon, già nel cast di "Palo Alto" di Gia Coppola. Ancora non si conosce la data del primo ciak.

In entrambi i lavori ci sarà un piccolo ruolo per James Franco, che con la sua Rabbit Bandini è anche produttore esecutivo dei film.

James Franco al LACMA 2013 Art + Film Gala



Ieri sera Gucci ha presentato al Los Angeles County Museum of Art's (LACMA) la terza edizione dell'evento annuale Art + Film Gala in onore del regista Martin Scorsese e dell'artista David Hockney. Tra le numerose star presenti Amy Adams, Kate Hudson, Drew Barrymore, Jeremy Renner, Robert Downey Jr., Leonardo Di Caprio e il nostro James Franco, volto Gucci per eccellenza, che ha percorso il red carpet con Frida Giannini. Ecco alcune foto della serata.

imagebam.com imagebam.com imagebam.com imagebam.com imagebam.com imagebam.com imagebam.com imagebam.com

(All photos ar courtesy of Jason Merritt/Getty Images North America)

sabato 2 novembre 2013

The Lone Survivor Be



by Alien

Ma che c'avranno mai questi film dove sta una sola persona in isolamento che deve sopravvivere? Ce ne sono un sacco in giro, tipo—almeno tra quelli contemporanei che vale la pena di nominareCastaway con Tommy Hanks. Parla di lui che sta su un'isola con Wilson, la sua palla, che tratta come un essere umano e pure noi in effetti crediamo che Wilson è un personaggio, al punto che siamo pure tristi quando Wilson muore—anche se lo stronzo non muore per davvero, perché è un cazzo di pallone da palla a volo.

E' come dice quel tizio, Scott McCloud, in How Comics Work, che noi, da essere umani facciamo somigliare a noi tutte le cose: le nuvole, i fiori, gli animali, le pietre, gli omini disegnati… i palloni da pallavolo! Cioè, basta che vediamo un paio di occhi o una bocca e subito quella merda ha una personalità. Ma in quel film, Hanks aveva un'isola intera, praticamente lo spazio infinito del guscio della noce di Amleto in confronto agli ultimi fottutissimi film che sono stati fatti: 127 Ore (il figlio di puttana è incastrato in un canyon, con la mano incastrata in una roccia! Cioè, l'isola di Hanks sembra enooooorme così); poi un film con Ryan Reynolds, chiuso in una cassa o qualcosa del genere che prova a parlare a telefono (ma non l'ho visto io); Vita di Pi (bloccato su una zattera. Sì, stava una tigre, ma forse era immaginaria—poi ne parliamo dopo); Gravity (la tizia è da sola, in un grande scenario spettacolare—nel fottuto spaaaaaaazio—ma sempre sola come un fantasma); e ora c'è quello di Redford, All Is Lost (di nuovo nella barca, senza che sappiamo niente di lui! Ma parlerò dopo pure di questo).

INTERIOR. LEATHER BAR: in DVD dal 9 dicembre

Dopo un trionfale tour in numerosi Festival internazionali e il plauso di pubblica e critica, INTERIOR. LEATHER BAR, il film diretto da James Franco e Travis Mathews, arriva in home video il 9 dicembre grazie alla Peccadillo Pictures. Tra gli extra del dvd (già prenotabile su amazon UK) sono segnalati il cortometraggio "Feast of Stephen" e le interviste ai due registi.

Tar: il trailer ufficiale con James Franco e Mila Kunis



Distribuito da Spotlight Pictures, Tar arriverà nelle sale USA a dicembre. Presentato lo scorso anno al Festival di Roma (qui la nostra recensione), Tar è il film corale diretto dagli studenti di James Franco alla NYU e prodotto dalla Rabbit Bandini. Ecco il trailer ufficiale.

Don't Escape from Chris Burden and Mike Kelley



by Alien

Sono Alien, gente! Ormai conoscete le mie mosse. Stavo a New York, a vedere delle robe, fare delle robe e farmi una cultura. Mi capite, no? Mi interessano la pura arte e il puro cinema. Così mi va di parlare di tutta sta roba, se vi va bene.

Prima, fatemi dire di Escape from Tomorrow. Sta al cinema e On Demand, ma io l'ho comprato in dvd di contrabbando mentre mi stavano facendo le treccine ai capelli nel salone. Me l'hanno venduto insieme a dei calzini spaiati, a un pacco di noccioline al cioccolato e a due stecche di incenso. Il film è tutto su Disneyland. L'hanno girato là senza il permesso del Topo. Ma per non so quale motivo, la Disney non l'ha cancellato. Parla di un nonnetto cattivo che sta avendo una delle sue "crisi emotive".


venerdì 1 novembre 2013

James Franco su The Hollywood Reporter—Art Issue

Di seguito, la traduzione dell'articolo di JAMES FRANCO pubblicato su THR in occasione dell'uscita del numero speciale sull'arte.

Per il primo numero dedicato all'arte del The Hollywood Reporter (in uscita l'8 novembre prossimo), James Franco ci offre un'anteprima della sua prossima mostra, la cui apertura è prevista per il 2014 nell'OHWOW Gallery di Los Angeles. L'anteprima che trovate di seguito presenta alcune foto dell'esibizione e delle impressioni dell'attore/artista sulla vita a Los Angeles. 



Los Feliz è cool. Bar hipster e lerci. C'è un ottimo ristorante francese sul Vermont, Figaro. Invece House of Pies ha cibo di merda. Fred 62 è aperto 24 ore su 24 e fanno densissimi cocktail. Una cameriera coi capelli rosa mi chiedeva di andare al cinema con lei, una volta erano le 2 del mattino. Ho incontrato una ragazza lì di El Monte che voleva farmi nella macchina, mentre guidava verso il centro.

West Hollywood è cool, vistosa. Ad Halloween fanno i pazzi su tutto il Santa Monica Boulevard. Andavo spesso al Buzz coffee e incontravo un piccolo psicopatico che diceva di essere un artista; era molesto il piccolo troll.

North Hollywood, nella Valley, proprio sotto gli Universal Studios. Che buco di merda! Una terra desolata. Ho seguito delle schifose lezioni di recitazione lì e sc****o un milione di ragazze. Conoscevo un ragazzo che viveva in una baracca in mezzo a un mucchio di altre baracche dietro alla casa di uno su Burbank Boulevard. Si ritrovò un po' di soldi in mano perché vinse una causa contro il suo patrigno che molestava sua sorella quando erano bambini, così ha comprato una pistola e un acquario enorme.




Beverly Hills è ancora un mistero. Andavo a qualche festa in diversi posti. Il mio dottore è su Rodeo Drive, gli mancano due denti. Il Beverly Hills Hotel ha le pareti color vomito; dentro c'è un piccolo coffee shop con un tizio untuoso che serve sandwich al tonno. Io ci vado e li mangio e leggo romanzi e faccio delle grandi cagate nel bagno in fondo all'ingresso.

Hollywood, casa. Lo Chateau Marmont, dove abito adesso. E' da un anno; sto sempre nella stessa stanza, sul retro, nell'area dei cottage. Stanza 89, sto lì quando sono in città. E' l'unica con un balcone ed è vicino al tavolo da ping pong. Fuori dalla finestra c'è un enorme cartellone pubblicitario di Gucci. Il copriletto è pieno di sperma.
Downtown. Avevo un loft lì. Non conosco bene quest'area. Ho visto alcuni spettacoli al Mark Taper Forum e ho mangiato sandwich alla salsa francese da Philippe, che ha la segatura sul pavimento. E poi Olvera Street, con dei buoni o cattivi ristoranti messicani per turisti. Il mio amico artista Ben aveva un loft, prima di morirci di overdose.
 
Santa Monica. La dozzinale Terza Strada. La gente si incontra allo Shutters o va sui pattini sulla spiaggia. Credo.

A Malibu tutti si nascondono.
Paparazzi.


James Franco in 'City of Angels' dei Thirty Seconds To Mars



Lo avevamo annunciato qualche settimana fa e oggi possiamo finalmente vedere il nuovo video dei Thirty Seconds To Mars. "City Of Angels" è una lettera d'amore alla città di Los Angeles, dove ogni cosa è possibile, fallimenti inclusi. Una schiera di star, ma anche artisti di strada e senzatetto, svelano le contraddizioni e i paradossi della città dalle luci abbaglianti, parlando di vita, sogni, illusioni. "I sogni e le aspettative hanno un oscuro rovescio della medaglia di delusione e sogni infranti", dice James, mentre scorrono le immagini della città. Un video toccante e suggestivo. Non perdetelo.