by Alien
Ma che c'avranno mai questi film dove sta una sola persona in isolamento che deve sopravvivere? Ce ne sono un sacco in giro, tipo—almeno tra quelli contemporanei che vale la pena di nominare—Castaway con Tommy Hanks. Parla di lui che sta su un'isola con Wilson, la sua palla, che tratta come un essere umano e pure noi in effetti crediamo che Wilson è un personaggio, al punto che siamo pure tristi quando Wilson muore—anche se lo stronzo non muore per davvero, perché è un cazzo di pallone da palla a volo.
E' come dice quel tizio, Scott McCloud, in How Comics Work, che noi, da essere umani facciamo somigliare a noi tutte le cose: le nuvole, i fiori, gli animali, le pietre, gli omini disegnati… i palloni da pallavolo! Cioè, basta che vediamo un paio di occhi o una bocca e subito quella merda ha una personalità. Ma in quel film, Hanks aveva un'isola intera, praticamente lo spazio infinito del guscio della noce di Amleto in confronto agli ultimi fottutissimi film che sono stati fatti: 127 Ore (il figlio di puttana è incastrato in un canyon, con la mano incastrata in una roccia! Cioè, l'isola di Hanks sembra enooooorme così); poi un film con Ryan Reynolds, chiuso in una cassa o qualcosa del genere che prova a parlare a telefono (ma non l'ho visto io); Vita di Pi (bloccato su una zattera. Sì, stava una tigre, ma forse era immaginaria—poi ne parliamo dopo); Gravity (la tizia è da sola, in un grande scenario spettacolare—nel fottuto spaaaaaaazio—ma sempre sola come un fantasma); e ora c'è quello di Redford, All Is Lost (di nuovo nella barca, senza che sappiamo niente di lui! Ma parlerò dopo pure di questo).