Visualizzazione post con etichetta Biennale Venezia 2011. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Biennale Venezia 2011. Mostra tutti i post

domenica 29 gennaio 2012

James Franco by Max Vadukul, il photoshoot completo (HQ)

Finalmente in alta qualità, ecco il photoshoot completo di Max Vadukul che immortala James durante la Mostra del Cinema di Venezia. Guardalo dopo il salto.



martedì 27 dicembre 2011

James Franco fotografato da Nicolas Guerin

Riprendiamoci dai bagordi natalizi con un nuovo flashback veneziano, e un splendido James Franco fotografato da Nicolas Guerin in occasione della serata evento Gucci Award For Women in Cinema.


giovedì 15 settembre 2011

Everything you need to know about James Franco in Venice

So, international readers from the blog, this is for you! JAMES FRANCO ITALIA bring you an exclusive review of James' work at the Biennale. Our friend and correspondent Chiara Fasano was in Venice and now is here to talk about 'Sal' movie, 'Rebel' installation and the round table about Nicholas Ray's movies. You can read all of this (and much more) after the jump.



martedì 13 settembre 2011

Incontri ravvicinati del Franco tipo: appunti veneziani di James Franco Italia (Parte III)

La nostra inviata Chiara Fasano, torna un'ultima volta sul luogo del delitto per raccontarci il suo incontro con James Franco e parlarci in esclusiva del round table dedicato al cinema di Nicholas Ray. Non perdetelo!

Tornata a casa, ecco, come promesso il racconto del mio 'giorno veneziano'. Il 3 settembre purtroppo non ho avuto modo di vedere James in passerella, non potendo restare a Venezia fino a mezzanotte a causa del trasporto pubblico inesistente; il 4 settembre, in compenso, è stato un giorno meraviglioso. Arrivo al Lido verso le 10.30, sapendo che la conferenza stampa di 'Sal' è alle 12.00 e che il red carpet di 'We Can't Go Home Again' è fissato per le 14.30. Considerando che alle 19.30 ci sarebbe stata la passerella di Al Pacino e che c'era già gente ad aspettarlo, ho preferito prendere i posti per James dalla mattina. Inutilmente. James la passerella alle 14.30 non l’ha più fatta. Ma torniamo alla mattina. Verso le 11.30 mi sistemo davanti al palazzo del Casinò. Apro tutti e quattro gli occhi (i miei miopi più gli occhiali da sole graduati) e guardo ogni polso nelle mie vicinanze per cercare i cinturini "James Franco Italia" stampati da Sonny, ma non trovo nessuno. (Ripeto, la prossima volta ci organizziamo meglio).
 
A quell'ora è prevista la conferenza stampa di un film russo. Ma i russi ci danno buca. Devo dire che nessuno ne ha sentito la mancanza, con tutto il dovuto rispetto. Arrivano le 11.45 La febbre comincia a salire. 11.50 Le gambe cominciano a tremare. 11.55 Oddio solo cinque minuti! 12.02 circa, il primo grido di un fotografo dall'imbarcadero: JAMES! VAL! Eccoli, sono qui! Io però non vedo ancora niente, perché mi trovo vicino all'ingresso del palazzo. Passa qualche minuto e finalmente lo vedo. Gira l'angolo. Vedo prima i suoi riccioli, poi gli occhiali Gucci, poi quelle labbra fantastiche piegate in un sorriso, quei denti perfetti. E' alto, elegante, ha una classe che non mi aspettavo, giacca e pantaloni neri, camicia bianca, niente cravatta. E' stanco, sembra si sia appena alzato dal letto: non cammina, si trascina. Ma è comunque gentile e disponibilissimo. Firma autografi a TUTTI. (Non lo fa quasi nessuno all’arrivo in conferenza, di certo nessuno ne firma così tanti). Arriva proprio davanti a me, firma così sulla mia moleskine: 'JF <3' e passa oltre. 

imagebam.com imagebam.com imagebam.com imagebam.com

Continua a firmare autografi e… cosa vedo? Inizia a fare fotografie con i fans. Ma no! Io non gliel'ho chiesta per non dargli fastidio! Ma che stupida! Finisce di firmare e si dirige verso l'ingresso. Allora penso: o la va o la spacca, carpe diem! Urlo. Lo chiamo: "JAMES, A PICTURE PLEASE!" Lui mi sente, si gira e corre verso di me, dicendo: "Ok, but only if it's ready" (la macchina fotografica, intende) e, in italiano: "Uno, Due". E io: "Yeah, it’s ready, uno". Mentre scatto lui sussurra: "ok, ok, ok, ok… perfect". "Thank you so much James, you’re great!" E lui mi rifà quel sorriso assurdo: "You’re welcome!"



Tutta contenta e saltellante torno verso la passerella, dove c'è mia madre, incazzata nera e che mi odia perché ha tenuto il posto inutilmente, visto che nel frattempo hanno saputo che James non farà la passerella, e per di più non l'ha nemmeno visto all'imbarcadero. Ma nel giro di una mezz'oretta mi perdonerà perché, dopo un po', verso l'ora di pranzo lo vediamo insieme a Val Lauren in giro per il viale, da soli, tranquilli che si dirigono verso il ristorante in cui, per la cronaca, il giorno prima siamo andate noi. Tempismo perfetto, eh!?

Alle 14.30 grande dilemma: vado alla proiezione di 'We Can’t Go Home Again' o mi dirigo direttamente verso il Palazzo del Casinò, dove alle 17.15 ci sarà la tavola rotonda sul cinema di Nicholas Ray? Mi rendo conto che è una pazzia andare lì tutto quel tempo prima, ma in fondo ci tengo troppo ad assistere. Se poi aspetto la fine della proiezione e arrivo tardi al Casinò e non trovo un posto decente? O peggio, non trovo più posto? Dopotutto il film di Ray posso sempre vederlo a casa, invece James non potrò mai ascoltarlo a casa mia (eh no, la vedo dura!). Quindi vado al Casinò, terzo piano. C'è ancora la conferenza di Al Pacino. Aspetto...

venerdì 9 settembre 2011

Sal, Rebel: appunti veneziani di James Franco Italia (Parte II)

 >> Parte I

Continuando per un percorso - credo - obbligato, perché proprio accanto all'installazione di Douglas Gordon, accedo alla seguente video installazione: due schermi televisivi, uno di fronte all'altro, all'aperto questa volta, su cui passano due corti diretti da James. Sul primo, Through the Fence scorrono immagini di cavalli, buoi e tori che corrono in libertà in quello che sembra un maneggio. Nessun dialogo e in sottofondo solo musica rock che, però, è possibile ascoltare solo con delle cuffie. L'altro si chiama Cattle. Questo somiglia più a un documentario. Stesso maneggio di prima, solo che qui i tori non corrono liberi, ma ci sono degli uomini che li catturano, li legano e... li castrano. Tutto ciò è intervallato da interviste a queste persone, fiere del loro lavoro, che tramandano da generazioni. Dopo di che tolgono loro le interiora (si vede TUTTO eh!) e le cucinano. Ad essere sincera, qualche immagine mi ha leggermente disturbata. Il video finisce con James sulla sua sedia da regista che mangia quelle interiora e sorridente dice: "it's good!". Concedetemi un sonoro MAH!



Camminando ancora un po' per questo paesaggio bucolico (anche troppo) e puzzolente, per via delle capre immagino, arrivo all'ultimo edificio, la Casa dell'Ortolano. Al piano terra non c'è nulla, quindi salgo le scale e trovo una stanza vuota in cui su tre pareti ci sono tre schermi. Per il momento solo su due sono proiettate delle immagini, il terzo è spento. Su uno c'è un fermo immagine: una tipica 'route' americana super assolata. Si chiama Rebel Walk e la regia è di Aaron Young. Su quello di fronte, The Blind Run di Ed Ruscha, lo stesso Ruscha è seduto a un tavolo e legge un copione. Dissolvenza e lo schermo di divide orizzontalmente in due parti, su quella superiore un elicottero con dentro James, Agyness Deyn e un'altra persona (già, si tratta del set del photoshoot pubblicato su ELLE) e su quella inferiore i tetti di Los Angeles visti dall'alto. Queste immagini si alternano fino alla fine a quelle della lettura del copione da parte di Ruscha. Finito questo video lo schermo si spegne e l'immagine su quello di fronte cambia. Appare un'automobile in posizione verticale (quella che abbiamo già visto in diverse fotografie). Improvvisamente l'auto precipita e finisce sottoterra. Così termina il video di Young. Immediatamente dopo entra in funzione il terzo schermo. E' Caput di Armony Korine. In un parcheggio ci sono James, vestito con una maglietta su cui è stampata la faccia di Sal Mineo e un ragazzo mascherato che sulla maglietta ha James Dean. Girano in bicicletta insieme a tante ragazze. Nella scena successiva sono tutti in piedi. Le ragazze si spogliano e sono completamente nude. Si dispongono in due gruppi distinti, uno di fronte all'altro, l'uno capeggiato da James/Mineo, l'altro dal RagazzoMascherato/Dean. Ralenti e la lotta comincia. Hanno tutti in mano un machete e si massacrano l'uno con l'altro tra spargimenti di sangue. Come finisce? Con un James/Mineo trionfante che ha in mano la testa del RagazzoMascherato/Dean. E qui l'installazione si conclude.



Come per ogni opera d'arte, cerco di spiegarmi il significato. Parto dal titolo, "Rebel". Il video con Henry Hopper e quello sulla castrazione dei tori hanno come protagonisti dei soggetti "ribelli" per definizione che in qualche modo vengono frenati: l'adolescente da una sorta di mano invisibile che gli procura una sofferenza profonda e gli animali, in modo più fisico, dalla mano dell'uomo. Alla natura ribelle viene, dunque, imposto un limite dall'esterno. Lo stesso limite che stronca le esistenze di due ragazzi nel pieno delle loro rispettive vite e con davanti un universo di possiblità. Sto parlando di Brad Renfro e Sal Mineo. Ragazzi. Gioventù, quella tanto cara al Nicholas Ray di 'We Can't Go Home Again' e 'Rebel Without A Cause'. "Rebel", per l'appunto. Le lotte tra gang di 'Gioventù Bruciata' vengono riproposte in un modo altrettanto tragico, forse più crudo perché totalmente attuale, nel video di Harmony Korine. Il tutto è presentato in un'ambientazione curiosa. In quell'ora di attesa con il ragazzo tedesco ci siamo chiesti: ma perché non hanno scelto un posto più "civile"? Sarebbe andato bene anche un palazzo in cui magari posizionare gli schermi in diverse stanze. Ora però mi rendo conto che il setting è fondamentale e funzionale all'installazione, perché, così come i soggetti dei filmati, anche i luoghi sono ribelli, caotici, senza particolari criteri geografici, senza confini delimitati.

articolo scritto da Chiara Fasano in esclusiva per JAMES FRANCO ITALIA

mercoledì 7 settembre 2011

Sal, Rebel: appunti veneziani di James Franco Italia (Parte I)

Come promesso, JAMES FRANCO ITALIA vi porta dentro la Biennale grazie alla nostra inviata Chiara Fasano che commenta in esclusiva per noi i progetti presentati a Venezia da James Franco: Sal e l'installazione Rebel.


Eccomi qua, a raccontarvi l'epopea di quest'oggi. Arrivo a Venezia, prendo il vaporetto linea 42 e chiedo gentilmente all'autista se - tra la fermata Sant'Elena e Ospedale - si ferma alla Certosa, che non è prevista tra le fermate ordinarie, ma è possibile arrivarci solo su richiesta: spingi un pulsante che fa accendere un semaforo che in qualche modo avvisa il vaporetto della tua presenza lì. In ogni caso, arrivo all'Isola, che dal di fuori somiglia in modo inquietante a Shutter Island, con tanto di mura di cinta (dal di dentro, anche peggio, ma andiamo per gradi). Fuori trovo il cartellone di 'Rebel' e una piantina con gli edifici dell'installazione, in tutto quattro. (Non ho potuto fare foto perché non c'è nulla di "fisico". Si tratta solo di video installazioni ed è proibito fare foto o filmare.)

Entro. L'Isola della Certosa misura 2500 mt2 tra terreno ed erbacce incolte (un posto più civile no, eh?). Capre e mufloni circolano indisturbati (non sto affatto scherzando, e non è nemmeno parte dell’installazione). Sembra un pezzo di terra dimenticato da Dio e dagli uomini, se non per un bar e diversi magazzini dove operai provvedono alla manutenzione di varie imbarcazioni. Trovo il primo edificio, il Casello delle Polveri, dove dovrebbero essere proiettati 'Sal', 'We Can't go Home again' e 'Brad Renfro Forever'. Giro la maniglia della porta. Chiusa.

Oddio, e ora che faccio? Giro un po' intorno e non c'è anima viva. Dopo un po' mi viene incontro un ragazzo, che poi scopro essere tedesco, lì per ‘Rebel’, disperato perché tutti gli edifici sono chiusi. Facciamo un sacco di telefonate agli uffici della Biennale e dopo circa un'ora, arriva un uomo con delle chiavi, il quale dice, come fosse la cosa più ovvia del mondo: "Qui è tutto chiuso, perché non è ancora stato aperto". COSA!? Mi sembra il teatro dell'assurdo. In Italia prima di avviare qualcosa ci vuole un periodo per carburare. Dopotutto 'Rebel' apriva il 5 settembre, siamo solo al 7, che diamine! Comunque, stendiamo un velo pietoso ed entriamo al Castello delle Polveri. Di 'We Can't go Home again', nemmeno l'ombra, ma almeno ci sono 'Sal' e 'Rebel'.



Sal è un gran bel film. E' il racconto di una giornata come tante altre di un ragazzo che vede finalmente la vita sorridergli: uno spettacolo teatrale imminente, il primo film da regista accettato dalla produzione. La regia di James (che strizza l'occhio ai maestri del realismo) accompagna con primi piani serrati tanti gesti quotidiani. Sal si esercita in palestra (la camera indugia a lungo sui muscoli scolpiti di Val Lauren, attore eccellente per la cronaca), fa colazione, fa qualche telefonata, esce di casa e con la sua coupé va a prendere un amico (forse compagno) per una nuotata in piscina e una seduta di massaggi. Tutte le volte che Sal gira in macchina parte una canzone fantastica, una voce di donna che somiglia a Ella Fitzgerald, forse è proprio lei. Ogni volta la scena rallenta, l’inquadratura si sgrana, gli oggetti si confondono. Vediamo il fumo della sigaretta di Sal, le sue labbra, i suoi occhi, le mani sul volante. Sono scene piene di poesia e di una sensibilità fuori dal comune. Ho pensato a Sofia Coppola, Cassavetes, Wong Kar Way... i miei momenti preferiti del film. La giornata prosegue. Sal chiama degli amici per invitarli al suo spettacolo a teatro, battibecca ironicamente con la domestica e quando un amico gli dà buca per la sera preferisce andare a teatro, per provare le sue battute. Ecco la scena più lunga del film (non condivido affatto quei critici che dicono che avrebbe dovuto tagliarla di più; io ho adorato questi piani sequenza interminabili, li ho trovati perfetti per il film). Arriva Jim Parrack, l’altro attore della commedia e il nostro James, che li dirige in scena. Piccola chicca: James appare sempre e solo di spalle, non gli si vede mai il volto, si sente solo la sua voce. Finite le prove Sal si rimette in macchina e torna a casa, felice, soddisfatto, pieno di speranze, mentre quella canzone incantevole e quelle luci magnifiche riempiono la scena. Ma qualcos'altro lo aspetta nel suo garage. Qualcun altro, un rapinatore con coltello in mano. E il resto è storia.

Al piano superiore si entra nel vivo di Rebel con il cortometraggio Brad Renfro Forever, sempre diretto da James. E' un mini-documentario fatto di interviste a James stesso (vi ricordate quei filmati di youtube dove James aveva un cagnolino nero in mano e parlava di Brad?), a Jim Parrack e Scott Haze. Queste interviste si alternano alle immagini del giorno dell'incisione. James discute con il suo "tatuatore" su come sarà, fanno diverse prove su un foglio. In origine la scritta doveva essere 'Brad Forever', ma poi hanno optato semplicemente per Brad. Durante l'incisione James non batte ciglio. Soffre tantissimo e si vede, i primissimi piani non mentono, ma soffre in silenzio. Finito il lavoro i suoi occhi dicono: "ok, ora vomito". Invece si alza, sorride e abbraccia l'artista. Il video finisce così. 



Poi mi sposto in un altro edificio, la Centrale Elettrica, dov'è proiettato Henry Rebel Drawing and Burning. Diretto da Douglas Gordon, ha come protagonista un incredibile Henry Hopper, su un palco che, mentre si spoglia, urla e si contorce come se qualcosa di invisibile lo stesse torturando. Il video va avanti così per più di un'ora e termina con Henry che, con un pennarello rosso, si disegna delle linee sul corpo...

(continua)

martedì 6 settembre 2011

James Franco a Venezia: video gallery

Non eravate a Venezia o volete semplicemente rivivivere gli eventi clou del weekend franco appena trascorso? Non perdete questa galleria di video.

Red Carpet per la premiere di 'Sal'


La proiezione di 'Sal'



lunedì 5 settembre 2011

Arrivederci James!

photo courtesy of Adarsha Benjamin

E con questo bellissimo scatto di Adarsha Benjamin - che ha seguito James per tutta la durata della Mostra armata di telecamera e macchina fotografica - chiudo (almeno per il momento) la lunga parentesi veneziana. Era solo marzo quando, ancora con mille punti interrogativi, ipotizzavo l'arrivo di James Franco alla Biennale; ed è successo davvero con un confluire inaspettato di progetti che hanno reso questa parentesi italiana unica e probabilmente irripetibile. Ringrazio quindi chiunque abbia partecipato attivamente al blog in questi giorni, spingendomi con piacere a rilasciare aggiornamenti costanti e - concedetemi un po' di sana autocelebrazione - tutti quelli che soprattutto ieri hanno permesso a James Franco Italia di sfondare il tetto delle 1000 visite. Grazie. Davvero.

L'inaugurazione di Rebel all'Isola della Certosa

Dopo Sal, passiamo a Rebel, progetto legato a Biennale Arte di cui abbiamo abbondamente parlato nei mesi scorsi, presentato da James Franco proprio durante le giornate veneziane e in esposizione all'Isola della Certosa fino al 27 novembre. Sabato si è tenuta la blindatissima inaugurazione, a cui James, in versione casual e visibilmente più rilassato, ha partecipato insieme a Douglas Gordon, uno degli artisti che ha collaborato alla realizzazione dell'installazione ispirata dal film "Rebel Without a Cause". Dopo il salto, troverete alcune immagini della serata.


domenica 4 settembre 2011

James Franco a Venezia: la parola a voi lettori

Ciao ragazzi! Vi scrivo per dirvi che a mezzanotte precisa ho realizzato uno dei miei desideri.. Ho incontrato fuori dalla festa di Gucci il nostro beniamino.. Stava uscendo solo soletto, l'ho fermato e gli ho chiesto se potevamo farci una foto, lui ha accettato e subito dopo la foto mi ha detto "good night!" Appena torno a casa posto la mia foto!! Era solo quindi ho avuto molta fortuna, era anche stanco però é stato disponibile come sempre.. E concedetemelo.. Era stupendo in smoking!!! @Sara
 
Ciao a tutti! Oggi è stata una giornata pazzesca. Ho beccato James all'arrivo in conferenza (ci siamo fatti una foto insieme), in giro per il lido con Val Lauren direzione ristorante e dulcis in fundo, ho assistito alla tavola rotonda in prima fila e James, riconoscendomi dalla mattina mi ha sorriso e detto: HI! Ora sono stanca-morta-distrutta. Nei prossimi giorni scriverò un resoconto completo di questa giornata increbile e lo pubblico. @Chiara



Devo condividere la mia immensa gioia!!! Sono stata a Venezia in questi giorni e stamattina ho potuto ammirare James in tutto il suo splendoreeeeeee! Solo una parola: FANTASTICO! E' arrivato a mezzogiorno per la conferenza di Sal e sia all'entrata che all'uscita è stato disponibilissimo e carinissimo con i fans, firmando autografi e facendo foto con tutti!! Felicissima e super soddisfatta per aver vissuto questa esperienza! ps.. i braccialetti hanno funzionato.. alla fine tra fans ci siamo incontrate! @Camilla

Io c'ero all'anteprima... devo confessarvi che, un po' per l'ora tarda e un po' per la lentezza del film, ho dormito per gran parte della proiezione. Ogni tanto però mi svegliavo e mi giravo per controllare se James se ne fosse accorto... Poi oggi l'ho beccato che camminava per strada con Val Lauren senza guardie del corpo e senza nessun altro fan! Ma mi sentivo ancora in colpa e non me la sentivo di chiedergli un autografo... @Mando

Sal, il video della Press Conference e le foto dell'arrivo in Sala Stampa

Per chi avesse perso la diretta, La Biennale Channel pubblica il video integrale della conferenza stampa di Sal. Dopo il video troverete anche alcune immagini dell'arrivo in sala stampa.


Sal, la conferenza stampa



"In un'epoca in cui tutto può essere letto su wikipedia, abbiamo voluto dare al pubblico qualcosa che solo la recitazione può creare, cercando di restituire la dimensione intima di Sal Mineo". Esordisce così James Franco durante la conferenza stampa di Sal appena conclusa al Palazzo del Casinò, motivando una scelta narrativa che non ha mancato di dividere pubblico e critica. Alle domande sullo stile del suo film, James ha risposto invece citando Gus Van Sant come principale fonte di ispirazione, nei tempi dilatati delle sequenze, ma non nell'ossessione per i primi piani che, dice, sono il frutto di un personale interesse per i volti e le espressioni delle persone. Avvicinatosi alla figura di Sal Mineo mentre recitava il ruolo di James Dean nell'omonimo biopic del 2001, James ha voluto girare questo film per "mettere a posto il suo ricordo", macchiato dalle illazioni sulla sua morte e i pregiudizi che ne hanno stroncato la carriera. "Sono mortificato", ha detto "che un talento come il suo non abbia avuto la possibilità difar conoscere la sua arte". A proposito dell'esperienza come regista, James ha sottolineato la piena consapevolezza di far parte dei meccanismi di Hollywood e di ritenersi quindi fortunato per avere la possibilità - anche grazie alle nuove tecnologie - di potersi esprimere attraverso storie più personali e che raramente vengono affrontate nei film ad alto budget.

Sal alla 68. Mostra del Cinema: l'accoglienza della critica

In attesa di conoscere i commenti del pubblico (e siete invitati a farlo se ieri eravate alla premiere), ecco le primissime recensioni da parte della stampa. Sal è piaciuto? Scopritelo con la Rassegna Stampa di James Franco Italia.

La scommessa è vinta a metà: Franco sa dove mettere la macchina da presa, ha sensibilità psicologica, intuisce quali sono i momenti capaci di restituire del protagonista il carattere, il sommerso, la profonda gioia di vivere; segue una sua poetica, lavorando molto sulle superfici e sui riflessi, nell'intenzione di raccontare la realtà come davanti a uno specchio, convinto che l'immagine della realtà sia insieme enigma ed indizio per il suo disvelamento. Tra il descrivere e il decrittare Franco però finisce per sacrificare proprio Mineo che, al netto di ogni mitologia, finisce per somigliare a un uomo qualunque. (cinematografo.it)

James Franco, alle prime armi come regista indipendente, ha una chiara idea di quello che vuole esprimere e trasmettere. Ma la sua volontà, il suo fascino verso la vita di Mineo si impantana in un giro di ore, raccontate con una lentezza troppo intimista. (nonsolocinema)
Chiaramente ispirato da Gus Van Sant e il suo Last Days, assistiamo agli ultimi momenti della vita quotidiana di Mineo con una certa tensione. Purtroppo però, nonostante l'impegno e l'empatia che Franco riversa su Sal, ci sfugge il perchè Mineo avrebbe dovuto meritarsi un film biografico, persino uno così a basso budget come questo. (hollywood reporter)
Nonostante Sal sia lento e troppo lungo, cattura così bene le atmosfere di quel periodo che si possono tranquillamente perdonarne i difetti. Tutto appare come un evidente atto d'amore. (the film experience)
Senza essere un’opera citazionista, Sal penetra quello spirito con una passione e una dedizione senza limiti, non tanto nei confronti del cinema da cui sembra prelevare forza creativa, quanto nella ricerca di una verità intima sulla vita di Sal Mineo, in grado di essere tenera e oscena allo stesso tempo, come lo spirito di alcuni grandi cineasti fuori/dentro i confini di Hollywood. (indie-eye)

La premiere di Sal

Accompagnato da Val Lauren, protagonista indiscusso di Sal, James Franco arriva poco prima della mezzanotte sul red carpet che porta alla Sala Grande del Palazzo del Cinema per la premiere del suo nuovo film come regista dedicato all'attore Sal Mineo. Ancora una volta in completo Gucci e sempre disponibile con i fans, non si è risparmiato dal firmare autografi e posare per foto ricordo. Il film intanto divide la critica dopo la proiezione stampa. 

photo courtesy of gettyimages

sabato 3 settembre 2011

James Franco al Gucci Award For Women In Cinema

Ieri sera James ha partecipato alla serata di Gala organizzata da Gucci per celebrare le donne del Cinema. Ecco le prime foto dell'evento che lo vedono arrivare all'Hotel Cipriani in total look firmato Gucci, of course.


venerdì 2 settembre 2011

L'arrivo di James Franco a Venezia

Eccolo, a bordo di un motoscafo Riva firmato Gucci e con in mano l'immancabile smartphone pronto a riprendere tutto. Arrivato a Venezia nel pomeriggio, James sta ora partecipando, in veste di giurato, al Gucci Award for Women in Cinema, una serata tutta al femminile durante la quale verranno premiate le donne che si sono distinte per il loro impegno in ambito cinematografico.

mercoledì 31 agosto 2011

Sal, il comunicato stampa ufficiale di James Franco

A ridosso della premiere alla Mostra del Cinema di Venezia, dove Sal verrà presentato la notte del 3 settembre per la Sezione Orizzonti, James Franco ha rilasciato un comunicato stampa ufficiale del film:

"Sal Mineo aveva 37 anni quando è stato assassinato, ed era sul punto di rilanciare nuovamente la sua carriera di attore. Aveva iniziato a recitare da bambino, e a soli 15 anni era al fianco di James Dean in Gioventù Bruciata, ruolo per il quale ottenne una nomination agli Oscar. Come giovane artista, Sal Mineo ha riscosso un successo incredibile, sia nel cinema che nella musica, poi, arrivato ai vent'anni, per una serie di motivi anche indipendenti da lui (allude probabilmente alle speculazioni sulla sua dichiarata omosessualità, ndJFI), ha perso tutti i riconoscimenti di cui aveva goduto all'inizio della sua carriera. Dai venti ai trent'anni ha lottato con tutte le sue forze per riconquistare quel successo, vivendo il dramma comune a molti artisti di talento che non riescono più a lavorare. Ma nonostante questo, Sal non si è mai arreso, battendosi fino alla fine per la libertà di espressione, sforzandosi di trovare il modo per creare opere innovative e interessanti. Quando è stato stato ucciso, i tabloid specularono sulla sua morte, alludendo all'uso di droghe e ad un delitto a sfondo passionale per mano di un amante: la memoria di Sal è stata macchiata per sempre da queste congetture totalmente infondate. Questo film è il ritratto di un artista sensibile e gentile nelle sue ultime ore di vita."



Interpretato da Val Lauren, nel cast vedremo anche Jim Parrack nel ruolo di Keir Dullea e lo stesso James Franco che, a dispetto dei rumors che lo volevano nuovamente nei panni di James Dean, interpreterà invece il regista Milton Katsela.

sabato 27 agosto 2011

James Franco Italia alla Biennale di Venezia 2011

Mancano ormai pochissimi giorni all'arrivo di James Franco alla Biennale. Purtroppo non potrò essere lì con voi, ma James Franco Italia sarà comunque a Venezia grazie alla nostra affezionata lettrice Chiara, inviata ufficiale per il blog, che raccoglierà aneddoti e curiosità dal Lido e dalla Certosa, ma soprattutto recensirà in anteprima gli attesi Sal e Rebel. Ma non è tutto: sarai anche tu a Venezia e hai voglia di collaborare con noi? Invia foto, commenti e le tue impressioni sui progetti di James al nostro indirizzo mail (james.franco.italia@gmail.com) oppure rimani in contatto sulle nostre pagine di facebook e twitter.

AGGIORNAMENTO 28.08.11: Leggi il blog e andrai a Venezia? Vuoi incontrare con facilità altri fan? Scarica il cinturino di riconoscimento firmato JAMES FRANCO ITALIA!

sabato 6 agosto 2011

Tutto quello che c'è da sapere su James Franco a Venezia

Se avete deciso di andare a Venezia per incontrare James Franco ed immergervi nel percorso artistico-concettuale attraverso cui celebra Nicholas Ray e la sua Gioventù Bruciata, non perdete questo nuovo aggiornamento con tutte le date, gli orari e i luoghi dove vedere Rebel, il film Sal e la copia restaurata di We Can't Go Home Again.
 
Il cartellone di Rebel affisso all'Isola della Certosa, Venezia (photo courtesy @JamesFrancoNews)
[...] La proiezione domenica 4 settembre (ore 14.30) nella Sala Grande del Palazzo del Cinema della copia restaurata/ricostruita di We Can't Go Home Again (Fuori Concorso, Usa, 93’) sarà presentata dalla vedova del regista, Susan Ray, e dal regista e attore statunitense James Franco. La proiezione in Sala Grande di We Can't Go Home Again verrà seguita da una tavola rotonda sul cinema di Nicholas Ray (alle 17 in Sala Conferenze Stampa al Casinò), a cui parteciperanno James Franco, il regista spagnolo Victor Erice, sodale di Ray e profondo studioso della sua opera, e a cui sono stati invitati a partecipare il grande artista visivo e regista britannico Douglas Gordon (premiato come miglior artista giovane alla Biennale Arte 1997), ed Henry Hopper (figlio di Dennis Hopper, l'interprete di Rebel Without a Cause che ha accompagnato Nicholas Ray in molte delle successive avventure artistiche), che hanno collaborato, con il segmento dedicato alla recitazione, all'installazione Rebel di James Franco.

James Franco è presente alla 68. Mostra anche come regista di Sal (Orizzonti, Usa, 103’), con Val Lauren, James Franco e Jim Parrack, che racconta la vita di Sal Mineo, attore divenuto celebre accanto a James Dean in Rebel Without a Cause di Ray, film per cui Mineo ottenne una nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista.

Dal 5 settembre, dopo le proiezioni in prima mondiale alla 68. Mostra, We Can't Go Home Again e Sal saranno proiettati all’Isola della Certosa (rispettivamente al Castello delle Polveri e alla Casa dell’Ortolano), come parte di un sistema di proiezioni e installazioni che ha al centro Rebel, l’installazione di arti visive ideata da James Franco, omaggio al capolavoro di Ray Rebel Without a Cause (Gioventù bruciata). Nell’installazione di James Franco e degli altri artisti, il film originale diventa un prisma che ne destruttura i temi e gli eventi, e li riflette in un irrisolto amalgama concettuale.

Rebel, un Evento collaterale della 54. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, è realizzato da James Franco in collaborazione con Douglas Gordon, Harmony Korine, Damon McCarthy, Paul McCarthy, Ed Ruscha e Aaron Young. Curato da Dominic Sidhu, sarà esposto all’Isola della Certosa dal 4 settembre al 27 novembre 2011 (preview sabato 3 settembre). Rebel è realizzato col sostegno di Gucci; il Museo d'Arte Contemporanea di Los Angeles (MOCA) è partner organizzativo dell'Evento.

Continua a leggere l'articolo sul sito de La Biennale >>

sabato 30 luglio 2011

James Franco sbarca a Venezia: è ufficiale!

Ebbene sì, lo abbiamo atteso tanto, sin dalle prime news riguardanti il film-installazione Rebel, ma ora arriva il comunicato ufficiale: James Franco sbarcherà al Lido di Venezia per un weekend piuttosto intensivo. Oltre all'apertura di Rebel all'Isola della Certosa (il 3/9) e la premiere di Sal (sempre il 3/9), presenzierà infatti come giurato (il 2/9) al primo Gucci Award for Women in Cinema, una serata tutta al femminile durante la quale verranno premiate le donne che si sono distinte per il loro impegno in ambito cinematografico. Ma non è tutto, James parteciperà (il 4/9) alla proiezione del film sperimentale We Can't Go Home Again di Nicholas Ray, recentemente restaurato grazie a Gucci in collaborazione con la Fondazione Martin Scorsese, in prima linea nel recupero delle pellicole più innovative e significative del secolo scorso. A seguire, un dibattito moderato da James Franco, insieme con Susan Ray, Douglas Gordon, Wim Wenders e Victor Erice. Le tre serate sono organizzate da Gucci/Frida Giannini (tra i produttori di Rebel) che, oltre a consolidare la partnership con James Franco, si conferma come nuovo leader nella promozione dell'arte e nel recupero di capolavori cinematografici. 



Siete pronti per fare le valige? Intanto date un'occhiata (qui e qui) al comunicato ufficiale.
(a very special thanks to La Biennale e James Franco News)