martedì 1 maggio 2012

James al "Gucci and GQ Host Private Cocktail Party"

Ieri notte, lo store Gucci sulla Quinta Strada a New York si è trasformato nell'esclusiva location del party Gucci/GQ, che ha celebrato il lancio della nuova collezione uomo Primavera/Estate. Ospite d'onore James Franco, volto della campagna "Made To Measure".


imagebam.com imagebam.com imagebam.com imagebam.com imagebam.com imagebam.com imagebam.com imagebam.com imagebam.com imagebam.com imagebam.com

domenica 29 aprile 2012

"The Broken Tower" Q&A al IFC di New York

Ospite nel fine settimana del IFC Center di New York, dove è stato proiettato "The Broken Tower", James Franco ha introdotto il film e risposto alle domande del pubblico. Ecco cinque splendidi scatti di Mickael Camus-Ait Ali dalla serata di ieri. Guardali dopo il salto.



Le ultime su "Maladies"

Con un teaser trailer uscito da più di un anno (qui), "Maladies" di Carter è diventato senza dubbio uno dei lavori più attesi di James Franco. A rompere il lungo silenzio in un'intervista a Nerdist, è Fallon Goodson, che nel film interpreta Patricia, la sorella mentalmente disturbata di James: "Sarebbe dovuto essere presentato al Sundance di gennaio, ma i produttori hanno deciso di editarlo ancora, quindi in questo momento si trovano in sala di montaggio per lavorare sulla versione definitiva. Ci siamo quasi." A proposito del suo ruolo, ha aggiunto: "Ho visto una prima versione del film ed è fantastico. Lontano anni luce da ciò che ho fatto finora. Prima dell'inizio delle riprese ho fatto numerose ricerche e ho passato il tempo rintanata in albergo a scrivere tutto quello che poteva essere utile al mio personaggio. Poi sono stata nella casa in cui abbiamo girato, seduta lì per ore. E' stato un processo molto creativo". E a proposito di processi creativi, se da una parte abbiamo un'attrice che ha trovato nell'isolamento il suo personaggio, dall'altra c'è James Franco, che proprio per prepararsi al ruolo aveva iniziato a bazzicare il set di "General Hospital". In "Maladies" interpreta infatti James, un ex attore di soap opera che si ritira dalle scene credendosi affetto da schizofrenia.


venerdì 27 aprile 2012

Ian Olds parla di "Francophrenia"

Incuriositi dal nuovo, folle progetto di James Franco, Francophrenia? Volete saperne di più? Ecco la lunga intervista di Matt Barone a Ian Olds (che ha co-diretto il film), pubblicata su COMPLEX in occasione della premiere al Tribeca Film Festival, e tradotta in esclusiva per "JAMES FRANCO ITALIA" da Chiara Fasano.

Ian Olds e James Franco al "Tribeca Film Festival"

Non so se fossero queste le vostre intenzioni per Francophrenia, ma devo ammetterlo: ho riso tutto il tempo.
[ride] Fantastico. Per me se non fa ridere, allora non ha funzionato, ma si tratta di uno humor un po' strano. Per esempio, quando l'abbiamo presentato a Rotterdam, questo sense of humor non ha avuto l'effetto voluto che invece ha avuto qui, così non c'è stata una grande reazione. Ma spero risulti come un incrocio tra una commedia e uno show dell'orrore, in qualche modo. Spero faccia ridere. Non deve essere preso troppo sul serio.

Conoscere tutte le cose bizzarre e ambiziose che sta facendo James Franco con il suo status di celebrità mi ha molto aiutato ad abituarmi allo humor e a trovare il tutto molto più divertente.
Esatto, è da lì che si deve partire: capire che questo è un modo per confrontarsi con tutte queste domande che circolano da un po', "Ma che cos'ha in mente James Franco? Ci è o ci fa? È un genio o dice solo cazzate?" Questo è senza dubbio il punto di partenza.

Partiamo dall'inizio. Come vi siete incontrati?
Qualche anno fa ho montato un film chiamato Saturday Night, un documentario diretto da lui sul dietro le quinte della puntata del Saturday Night Live condotta da John Malkovich. Fu presentato al SXSW film festival e anche acquistato – deve ancora essere distribuito, credo ci siano dei ritardi dovuti a robe legali. Quindi, ci incontrammo in occasione di quel film e sapevo che aveva filmato tutti i dietro le quinte della sua partecipazione a General Hospital, ma non l'avevo visto. Ne parlammo, volevamo fare qualcosa con quel materiale, ma non sapevamo bene cosa esattamente; all'inizio lui disse: "Sì, proviamo a fare un documentario", ma io sapevo che voleva fosse un documentario un po’ più sperimentale.

Quando cominciai a vedere il girato, mi resi conto che un documentario tradizionale non sarebbe stato tanto interessante con quel materiale che aveva, così ho avuto l'idea di scrivere questo terzo Franco parallelo. Gliene ho parlato e si è mostrato totalmente aperto all'idea, la trovava buona e divertente. E ha dato a me e al mio co-sceneggiatore Paul Felten molta libertà nel giocare con la sua immagine, l'ho apprezzato molto.

Credo che il film sarebbe molto diverso se si avvertisse che James Franco prenda ogni decisione su James Franco. Invece, parte della tensione deriva dal fatto che, da una parte c'è questo "vero" James Franco sullo schermo e dall’altra c'è questo James Franco immaginario che noi abbiamo proiettato su di lui, il quale è in qualche modo fuori dal suo controllo ed è questa tensione che fa ridere. Ovviamente lui è stato coinvolto e ha collaborato con noi, ma ci ha dato tantissima libertà di sconvolgere la sua immagine; di certo non è intervenuto per accertarsi che la sua "celebrità" fosse mostrata in un certo modo.

Così è diventato un esperimento di cui lui è il creatore, ma anche il soggetto, e questo era importante.

È affascinante pensare che tu non stessi nemmeno sul set, per girare quel materiale, perché in tutto Francophrenia sembra davvero che lui stia recitando per la telecamera. Ti ha mai parlato delle sue intenzioni iniziali, ovvero di portare una troupe sul set? Perché sembra davvero che sia stato tutto studiato.
Sì, in effetti gliene ho parlato, ma alla fine del processo. Lui sapeva di essere in un momento in cui erano in gioco un sacco di spunti interessanti, ma non sapeva esattamente cosa farne. Sembra che stia recitando per la telecamera, ma principalmente perché c'erano tre telecamere, installate da lui e dal suo team, che giravano costantemente. Così io mi sono ritrovato con tutto questo girato e questi momenti assurdi, perché la camera è quasi sempre su di lui, quindi ho cercato di trovare tutti i momenti in cui lui è esposto in un certo modo e che fossero buoni per proiettare la voce interiore o quelli più strani e comici.

È importante che faccia ridere, perché altrimenti diventa noioso e non funziona. Ma allo stesso tempo, non volevo che non ci fosse nient’altro oltre questo, così ho cercato inserire degli elementi più inquietanti, per non dire altro. [ride]

Infatti, se da un lato usiamo il documentario per raccontare questa storia di finzione, dall'altra usiamo l'artificio della storia per strutturare il documentario e permettervi di guardarlo con occhi più freschi. Ci sono persone vere che fanno il loro lavoro ed è piuttosto surreale, tutta l'energia che circola in questa folle soap opera. Quindi penso sia divertente, ma allo stesso tempo disturbante. 

mercoledì 25 aprile 2012

James Franco al CinemaCon 2012

Si è svolto ieri, al CinemaCon di Las Vegas, l'annuale evento Walt Disney Studio durante il quale sono stati presentati tutti i nuovi progetti Disney/Pixar in cantiere e in arrivo al cinema nei prossimi mesi. Immancabile, l'highlight sull'attesissimo "Oz: The Great and Powerful", che debutterà nelle sale l'8 marzo 2013. Dopo un introduzione del regista Sam Raimi e l'intervento di James e Mila Kunis, sono state mostrate alcune clip del film e i bozzetti di scenografie e costumi. Si tratta della prima uscita ufficiale per il prequel de "Il Mago di Oz", in attesa del rilascio di un primo trailer che possa placare la curiosità dei fan della "Città di Smeraldo".



martedì 24 aprile 2012

L'intervista di Dorri Olds e "The Broken Tower" al IFC center di New York

In attesa della proiezione di "The Broken Tower" al IFC Center di New York, a cui parteciperà James (il 28 e 29 aprile) per rispondere alle domande del pubblico, ecco una recente intervista di Dorri Olds, in cui si parla del film dedicato ad Hart Crane, dello "scandalo" alla NYU e di Bob Dylan.


lunedì 23 aprile 2012

"Francophrenia" al Tribeca Film Festival

Si è svolta ieri sera al Tribeca Film Festival di New York, la premiere di "Francophrenia", a cui ha partecipato James Franco, insieme con Ian Olds (co-regista del progetto). Interamente girato sul set della soap "General Hospital", "Francophrenia" è un film sperimentale a metà strada tra il documentario e la fiction, dove James, protagonista assoluto, meta-interpreta un attore la cui personalità si confonde irrimediabilmente col personaggio che interpreta. Nella soap James era Franco, un serial killer artista. Dopo il salto, la gallery dell'evento.



domenica 22 aprile 2012

ESCLUSIVA: "James Franco Italia" intervista Val Lauren

Acclamato protagonista di "Sal", dove si è magnificamente calato nei panni dell'icona Sal Mineo, e artista dalla disponibilità disarmante, Val Lauren ha accettato di rispondere a qualche domanda per JAMES FRANCO ITALIA, sulla sua collaborazione con James e i suoi progetti futuri, inclusa la nuova versione di "A Streetcar Named Desire". Ecco cosa ci ha raccontato.



In molte interviste hai detto di conoscere James Franco da molto tempo. Com'è essere diretti da un amico? È più semplice o più complicato perché magari è più forte la voglia di fare un buon lavoro e non deluderlo? E com'è James Franco regista? 
Sì, conosco James da tanto tempo ormai, siamo amici e abbiamo lavorato insieme tante volte, il che ha aiutato molto quando abbiamo girato "Sal". Già ci fidavamo l'uno dell'altro, io rispettavo il suo lavoro e il suo gusto e lui il mio e si era già stabilita una linea di comunicazione naturale e priva di alcuno sforzo, così è stato davvero bello. James è un regista fantastico, rilassato e aperto e con una visione molto chiara su quello che vuole.
 
Il film è girato in modo molto singolare. La scena in cui tu e Jim Parrack state facendo le prove per lo spettacolo è di grande effetto. È stato difficile come sembra girare una scena così lunga, non solo a livello psicologico, ma anche fisico? L'avete ripetuta diverse volte prima del ciak definitivo? 
La parte con Jim Parrack è stata la migliore su cui lavorare. Era il primo giorno di riprese e, in quella scena delle prove a teatro, lui [James] ha creato un'autenticità tale da farci immergere immediatamente nella realtà di quel processo.
 
A proposito di teatro, confermi che la nuova versione diretta da James Franco di “Un tram che si chiama Desiderio” è interamente girata su un palcoscenico teatrale? Che influenza ha avuto questo aspetto sull'approccio al tuo personaggio, quello di Stanley, inevitabilmente entrato nell'immaginario collettivo per il modo in cui Kazan e Brando lo hanno costruito? 
"Streetcar" è stata un'esperienza eccellente, un ibrido tra una rappresentazione teatrale e un film vero e proprio. Lo "Stanley" di Brando è sempre stato e sarà sempre una delle mie interpretazioni preferite di tutti i tempi. Il trucco è stato lavorare sulla mia personale concezione di un ex militare che fa del suo meglio per provvedere e proteggere sua moglie e il figlio in arrivo. Tennesse Williams ha fatto qualcosa di eccezionale nello sviluppare questo personaggio.

A cosa stai lavorando al momento?
A breve dirigerò e reciterò in una nuova rappresentazione tatrale scritta da Scott Caan chiamata "No Way around but Through", con Scott Caan, Robyn Cohen, Bre Blair, Laine Kazan e me. Sarà prodotta da Garry Marshall e Mike O'malley. Iniziamo il 3 giugno al Falcon Theatre di Los Angeles. Sta prendendo forma ed è davvero qualcosa di special
e.

English version after the jump ...>>

giovedì 19 aprile 2012

Buon compleanno James!

Oggi, 19 aprile, James Franco compie 34 anni. Volete fargli arrivare i vostri auguri? Partecipate al progetto @HBday_JFranco, ideato da Zena, Silvia e Gel con l'appoggio del fansite ufficiale JamesFrancoNews, e i vostri messaggi verranno letti con molta probabilità da James in persona.


mercoledì 18 aprile 2012

"In stato di ebbrezza": esce oggi il primo libro di James Franco

L'attesa è terminata! Finalmente tutti i fan italiani di James Franco che richiedevano da tempo l'uscita del suo primo libro - una raccolta di racconti brevi dedicati alla gioventù bruciata di una Palo Alto anni '90 - saranno accontentati. Esce oggi, pubblicato da Minimum Fax, "In stato di ebbrezza". Dove trovarlo? Nelle vostre libreria di fiducia o, molto comodamente, sullo store online del sito Mimum Fax (qui)