Regia: Rupert Wyatt
Anno: 2011
Con: James Franco, Freida Pinto, John Lithgow, Andy Serkis, Brian Cox, Tom Felton
Trama: L'arroganza dell'uomo provoca una catena di eventi che è la causa dell'intelligenza delle scimmie e di un cambiamento nel nostro ruolo di specie dominante il pianeta. Caesar, la prima scimmia intelligente, viene tradita dagli uomini e si ribella per condurre la propria spettacolare razza alla libertà e alla resa dei conti con l'Uomo.
Abituati ai pachidermici blockbuster con molto kaboom! e poca sostanza, davanti agli appena 100 minuti de L'alba del Pianeta delle Scimmie, c'è di che rimanere piacevolmente colpiti, soprattutto quando questo è a favore dell'economia del film e della sua riuscita. L'atteso prequel di una delle saghe cinematografiche più seguite di sempre, è infatti, al di là di ogni più rosea aspettativa, perfettamente centrato. Lo è nel portare avanti la tesi palesata sin dalla locandina - l'evoluzione diventa ribellione - e lo è ancora di più nel rinnovare un immaginario cinematografico quasi impossibile da scalfire, anche tra chi conosce distrattamente 'Il Pianeta delle Scimmie'. Lo scienziato Will Rodman, al lavoro su una cura per l'Alzheimer - malattia di cui è affetto anche suo padre - finirà con l'avvicinarsi al mondo che manipola per i "suoi" scopi (o per una causa più alta, decidete voi), portandosi a casa un cucciolo di scimmia, Caesar, che presto rivelerà doti inaspettate. Attualissimo nei contenuti, il film di Wyatt è un action che non disdegna il dibattito politico ed etico sulla sperimentazione, partendo dalla storia e concedendosi l'effetto speciale solo quando strettamente necessario: e una sequenza – mozzafiato – come quella sul Golden Gate Bridge può funzionare e rimanere impressa nella memoria solo partendo da tali presupposti. Ma il cuore pulsante di questa "Alba" è tutta nelle scimmie digitali, a partire da Andy Serkis, che presta corpo e anima a Caesar con risultati a dir poco incredibili. Insieme a lui, un vero e proprio esercito di primati che acquista una consapevolezza che difficilmente dimenticheremo presto.

E in un film tenuto in piedi principalmente dalle scimmie, anche il cast "umano" non è da meno. John Lithgow è il cavallo di razza di sempre, infondendo sensibilità in un uomo che sfiorisce di fronte al proprio destino; James Franco, a suo agio nel gestire le contraddizioni del personaggio, è l'eroe contemporaneo che non ha bisogno di diventare "super", funzionando alla grande in tutti i duetti con Caesar; Tom Felton è un bad ass credibile e insopportabile al punto giusto. Discorso a parte per Freida Pinto, certamente non aiutata dalla sceneggiatura, che si candida invece ad essere un gigantesco misunderstanding riuscendo ad essere completamente catatonica anche nelle poche scene in cui ha spazio: se vi state chiedendo se Motion Capture e CGI potranno mai sostituire gli attori in carne ed ossa, la risposta è sotto i vostri occhi.
Recensione di Sonny in esclusiva per JAMESFRANCOITALIA