lunedì 28 febbraio 2011

Oscar 2011: commento alla serata

L'ingresso di James Franco e Anne Hathaway
Mentirei se dicessi che non mi aspettassi qualcosa di diverso dalla serata degli Oscar di quest’anno, vuoi per i rumors che l'hanno preceduta, vuoi per i frizzanti promo girati dai due conduttori, vuoi per il ricordo di una meravigliosa Anne Hathaway nell'edizione 2009 con Hugh Jackman, vuoi per James Franco che se l'è sempre cavata alla grande come host al "Saturday Night Live". Non sono deluso, ma il freno a mano era troppo tirato e forse, nell’anno del trionfo di un film vecchio come "The King’s Speech", due talenti come la Hathaway e Franco andavano tenuti al guinzaglio con un copione (mediocre) che lasciava davvero poco spazio all’improvvisazione. Lo spassoso opening che ha tributato le 10 pellicole candidate come “Miglior Film” lasciava presagire scintille ma al contrario, dopo di esso, i momenti che hanno sollevato la serata dal consueto e perché no, necessario rigore si contano sulle dita di una mano. La coppia però ha funzionato, nonostante non avessero gli spazi per duettare a dovere, ma sembravano Sandra e Raimondo, due padroni di casa con una lei esuberante e un lui taciturno, ma con la battuta al momento giusto. Ed è questo che ho apprezzato di James Franco, il non volere strafare, l'essere sempre se stesso (rischiando tutto), con un’ironia dosata e per questo vincente. In fondo è rimasto il freak Daniel Desario sul palco più famoso del mondo.

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