martedì 26 giugno 2012

'Milk Made' intervista James Franco

Milk Made ha incontrato James Franco in occasione dell'opening di Rebel a maggio. Ecco l'intervista tradotta da James Franco Italia, dove James parla di come è nata l'esibizione, della sua esperienza come professore alla NYU e del suo prossimo libro, Actors Anonymous.


Milk Made: Questa esibizione, Rebel, ti ha visto molto coinvolto. Ce ne vuoi parlare e raccontarci come ti sei preparato? Sei sempre stato un fan di James Dean? 

James Franco: Vediamo. Ho avuto a che fare con questo materiale da molto tempo, essendo affascinato da James Dean dai tempi del liceo. Poi a scuola di recitazione ho studiato il suo lavoro e infine l'ho interpretato nel 2000 nel biopic per la tv. Poi, circa nove o dieci anni dopo, ho letto un libro sul dietro le quinte delle riprese di Gioventù Bruciata e si è di nuovo acceso il mio interesse per quel materiale. Volevo rivisitarlo, ma sapevo che non l'avrei fatto in modo convenzionale, come fosse un semplice documentario sul making-of. L'elemento più interessante per me a quel punto era il mito nato intorno a quel film, intorno alle persone che ci hanno lavorato, perché quelle leggende e quelle voci erano diventate potenti tanto quanto le vicende stesse del film. James Dean, Natalie Wood e Sal Mineo divennero delle icone per diversi motivi, così ho voluto indagare ogni aspetto ed è così che è incominciato il nostro percorso.
 
MM: Tu hai diretto e recitato in alcuni dei film dell'esibizione. Quanto è diverso dirigere un film dall'interpretarlo?
 
JF: Ecco, credo che nessuno di questi film sia davvero diretto allo stesso modo di un tradizionale film per il cinema. Sono tutti delle collaborazioni con una struttura non definita e con degli elementi che abbiamo concepito durante il processo. Ovviamente siamo partiti da delle idee ben precise, ma che poi si sono man mano evolute.
 
MM: Hanno contribuito all'installazione anche personaggi della cultura moderna abbastanza conosciuti e piuttosto controversi, come Terry Richardson e Harmony Korine. Com0è stato collaborare con loro a Rebel? Hai mai lavorato con loro direttamente?
 
JF: Sì. Ho fatto dei photoshoot con Terry Richardson ed è diventato un mio amico. Circa due anni fa, quando ho iniziato a pensare al progetto, Terry, casualmente, ha avuto l'idea di ritrarmi vestito da drag per il magazine Candy. E io ho pensato: "Oh, è un'idea interessante e ed è legata ad alcune delle tematiche trattate in Rebel. Quindi, sì, facciamolo per Candy, ma lo incorporeremo nell'esibizione." Ed è grandioso lavorare con Terry, mi piace molto. Harmony, l'ho sempre ammirato da quando ho visto Kids alle superiori, ma non l'avevo mai incontrato. Quando stavamo lavorando al progetto mi è capitato di incontrarlo e gli ho detto quanto lo ammiravo e quanto avrei voluto lavorare con lui, e lui ha detto la stessa cosa, così abbiamo parlato di progetti che avremmo potuto creare insieme. Poi mi è venuto in mente: "ma certo che può fare qualcosa per Rebel, perché Gioventù Bruciata catturava la delinquenza e la ribellione giovanile con uno spirito fresco, parlava ai giovani nella loro lingua e Harmony è uno che fa lo stesso oggi." Quindi doveva essere coinvolto. Gliene ho parlato e si è interessato

MM: L’esibizione è parzialmente presentata come un’esplorazione dell’angoscia adolescenziale e dei problemi di identità allora [negli anni 50], in riferimento all’identità di oggi, così come un’esplorazione di Hollywood e il suo rapporto con il mondo dell’arte. Alcuni di questi temi li ritroviamo in altri tuoi lavori, The Dangerous Book Four Boys e Palo Alto. Ricordi di aver provato la stessa angoscia da adolescente? Eri un tipo ribelle?

JF: Quando Nicholas Ray concepì il suo film, Gioventù Bruciata, sapeva che avrebbe fatto un film sulla delinquenza giovanile, ma sapeva che l'avrebbe ambientato nei sobborghi. Fino a quel momento erano stati realizzati film sullo stesso argomento, come Blackboard Jungle che ne parlava come una problematica economica. Nicholas Ray invece, sapeva che avrebbe utilizzato quel materiale in modo che nessuno lo interpretasse dal punto di vista economico, ma voleva mostrare che essere un teenager vuol dire provare angoscia, sentirsi confusi; è il tempo in cui si cercano di capire le cose. Ed ero interessato a questo quando ho scritto il mio libro Palo Alto. Le storie sono ambientate in una delle migliori zone residenziali del Paese, ma non vuole esporre gli aspetti sociologici della città di Palo Alto, piuttosto attraverso quei personaggi che vivono in quei luoghi, prende forma un ritratto degli adolescenti nel loro insieme. Sì, a volte, da adolescente mi sono messo nei guai ed è stato un periodo inquieto, come per la maggior parte della gente.
 
MM: Ti devo chiedere della tua agenda. Reciti, scrivi, dirigi, insegni alla NYU, hai realizzato questa mostra e stai preparando un altro libro edito da Amazon. Ma dormi mai? Mangi? Come trovi un equilibrio tra tutto questo?
 
JF: Sì, dormo e mangio. (Ride) Ho un sacco di progetti, ma ognuno ha bisogno di cura e di tempo. Molti sono a lungo termine, così posso lavorarci per mesi o un anno o anche due anni. Abbiamo iniziato a parlare di Rebel due anni fa, e lo abbiamo sviluppato in tutto questo tempo. Ora sto girando a New Orleans, ma non è che sto lavorando a questo film ora e ho realizzato Rebel il mese scorso. (Ride di nuovo) E' stato un processo lungo ed è così che riesco a fare tante cose allo stesso tempo.
 
MM: Come sta andando alla NYU?  

JF: È fantastico! Ho appena finito il mio secondo semestre da insegnante; insegno in un programma di regia alla Tisch School of the Arts della NYU. Le lezioni sono inusuali, penso, e molto specifiche; ho una classe di circa dieci o dodici studenti a cui ho proposto un libro – negli ultimi due corsi sono stati libri di poesia, poesia contemporanea, uno di C.K. Williams intitolato Tar e uno di Stephen Dobyns chiamato Black Dog, Red Dog – e tutti gli studenti della classe hanno adattato i poemi per crearne dei film e poi sono passati alle riprese insieme, ma in modo che il prodotto finale fosse unificato, così che alla fine del corso venisse fuori un film a episodi, ma uniforme. L'abbiamo fatto due volte ed è stato un grande successo.

MM: E il tuo prossimo libro è intitolato Actors Anonymous. C'è già una data d'uscita?
 
JF: C'è un accordo e sto ancora lavorandoci su. Non ho idea di quando uscirà. Ci vuole del tempo per queste cose.
 
MM: Ed è edito da Amazon, questa cosa fa parlare. Ma andrà in stampa o sarà solo disponibile in formato digitale?
 
JF: Oh, no. Sarà un libro vero, stampato. Uno dei miei insegnanti preferiti della Columbia, Ed Hart, che è stato il relatore della mia tesi, dopo circa un anno è passato da Amazon e ora è un editore per la Amazon Books e mi ha detto: "credo che la tua tesi potrebbe essere un ottimo libro per Amazon." (Ride) Il suo corso era in qualche modo sulla letteratura da questo punto di vista, o almeno era molto vicino a quello cui aspiro io con questo ultimo libro a cui sto lavorando, quindi più che con Amazon Books, a che fare con questo editore che ha davvero capito cosa stavo cercando di fare.
 
MM: Non vedo l'ora di leggerlo quando uscirà, James. Grazie infinite per il tuo tempo, è stato un piacere incontrarti.
 
JF: Grazie. È stato bello essere qui.

Fonte Milk Made
Traduzione di Chiara Fasano per James Franco Italia

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